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        <title>Riabilita.eu</title>
        <description>Le ultime 50 news da Riabilita</description>
        <link>http://www.riabilita.eu/</link>
        <lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 03:18:14 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Riabilita</title>
            <link>http://www.riabilita.eu</link>
            <description><![CDATA[Feed provided by Riabilita.eu.]]></description>
        </image>
        <item>
            <title>Il sistema della peer review è da rifondare?</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=191</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/02/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; EBM<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="http://www.pensiero.it/index.asp" target="_blank">Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
Un gruppo di ricercatori di primo livello nel campo delle cellule staminali lancia l'accusa: c'&eacute; chi abusa del sistema della peer review facendo ostruzione e assumendo posizioni irragionevoli che ritardano la pubblicazione di lavori scientifici importanti. La polemica trova eco sulla rivista <em>The Scientist</em>.<br />
<br />
Robin Lovell-Badge e Austin Smith dell&rsquo;University of Cambridge hanno lanciato il sasso in un&rsquo;intervista alla BBC, avanzando l&rsquo;ipotesi che alcuni scienziati scrivano review negative o richiedano dati supplementari con il preciso scopo di boicottare la pubblicazione degli studi sottoposti alla loro peer review, in modo di pubblicare prima i lavori dei quali sono autori o quelli di loro amici e colleghi. Una lettera aperta ai direttori delle pi&ugrave; importanti riviste scientifiche, solo qualche mese fa 14 ricercatori scrivevano: &quot;Paper scientificamente compromessi o che contengono progressi scientifici modesti ricevono spesso attenzione, mentre la pubblicazione di dati nuovi e realmente originali viene ritardata o respinta&quot;. <br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=944" target="_blank"> Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Effetto placebo: si punta a inserirlo nella pratica clinica</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=192</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/02/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Medicina Narrativa<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.pensiero.it/index.asp">Il pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
<strong>Non esiste un solo effetto placebo, ma molti. In altre parole, il contesto  psicosociale nel quale vive un paziente quando riceve un trattamento pu&ograve; avere  un impatto profondo sulla sua psicologia.</strong> I meccanismi attraverso i quali il  contesto agisce sulla psiche - e quindi sull&rsquo;organismo - sono le aspettative  sull&rsquo;efficacia di un trattamento, il desiderio di sollievo dai sintomi, i  processi di apprendimento. Lo rivela un approfondito editoriale sul placebo  appena pubblicato dal <em>Lancet</em>.<br />
<br />
&ldquo;Per molti anni&rdquo; &ndash; scrivono gli  autori &ndash; &ldquo;il placebo &egrave; stato definito a partire dal suo contenuto inerte e  utilizzato nei trial clinici e nella pratica clinica: <strong>recenti ricerche  mostrano che gli effetti placebo sono eventi genuinamente psicobiologici  attribuibili al contesto terapeutico</strong>, e che tali effetti possono essere  anche robusti sia in laboratorio sia in un contesto ambulatoriale&rdquo;. <br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a target="_blank" href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=947"> Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Report 5a Conferenza Nazionale GIMBE® 
Dall'Evidence-based Practice alla Clinical Governance
</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=194</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/02/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Informazione<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.gimbe.org/index.htm">GIMBE</a>)</sub></sup><br />
</div>
<font size="2" face="Arial"><br />
Anche quest'anno invitare professionisti e organizzazioni sanitarie  				a costruire insieme il programma &egrave; stata la ricetta vincente:  				l'elevato numero di contributi e l&rsquo;applicazione di rigorosi  				criteri di valutazione hanno richiamato quasi <strong>500 partecipanti</strong>  				da <strong>19 regioni</strong> e rappresentativi di <strong>tutte le professioni</strong>  				sanitarie.<br />
&nbsp;</font>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><font size="2" face="Arial"><font size="2">Le  				due <strong>letture  					introduttive</strong> hanno provato a rispondere a interrogativi di  					estrema attualit&agrave;: </font></font></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><font size="2" face="Arial"><font size="2"><br />
</font></font></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><font size="2" face="Arial"><font size="2">- Il <strong>Nuovo Sistema di  					Formazione Continua in Medicina</strong> rappresenta una concreta  					opportunit&agrave; per la diffusione dell'EBP e l'attuazione della  					clinical governance nelle organizzazioni sanitarie?  					Attraverso quali strumenti &egrave; possibile raggiungere questi  					obiettivi?</font></font></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><font size="2" face="Arial"><font size="2">- Il <strong>Governo Clinico</strong> costituisce  					un'ancora di  					salvezza per l'<strong>universalismo del sistema sanitario pubblico</strong>?  					In particolare, quali sono i rischi di una sua applicazione  					&quot;federalistica&quot;&nbsp; conseguente all'eterogeneit&agrave; dei  					diversi Piani Sanitari Regionali?</font></font></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><font size="2" face="Arial"><font size="2">(...)<br />
</font></font></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt; line-height: 150%;"><a target="_blank" href="http://www.gimbe.org/report/conferenza_2010/index.htm">Tutto sul congresso e le slides&nbsp;da scaricare</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Wikipedia in Sanità, ecco i rischi</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=193</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/02/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; In rilievo<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a target="_blank" href="www.pensiero.it">Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
Tra gli argomenti pi&ugrave; caldi dell&rsquo;attuale dibattito a tema Internet, c&rsquo;&egrave;  l&rsquo;attenzione riservata dal popolo del web a Wikipedia, la pi&ugrave; grande  enciclopedia online, che deve il suo primato alla potenza mediatica del suo  primo alleato, Google.<br />
<br />
Una fonte d&rsquo;informazione inesauribile e  democratica (si basa sul consenso e tutti possono partecipare), ma non sempre  ineccepibile o trasparente, e spesso oggetto di &ldquo;wiki-marketing&rdquo;: l'inserimento  &ndash; pi&ugrave; o meno velato &ndash; di messaggi promozionali tanto pi&ugrave; pericolosi quanto pi&ugrave;  legati ad aspetti fondamentali dell&rsquo;esistenza, come nel caso della salute.  Materia sulla quale Wikipedia &egrave; interrogata da 3 utenti su 4, il 75% dei quali  afferma di lasciarsi influenzare nelle proprie scelte dalle risposte  ottenute.<br />
<br />
<strong>Ma quali sono i rischi della fiducia incondizionata data a  Wikipedia, specialmente in un campo cos&igrave; delicato come quello della scienza  medica? E come difendersi?</strong> A rispondere, in un&rsquo;intervista radiofonica su Radio 24,  &egrave; <strong>Tom Jefferson</strong>, tra i primi a denunciare i pericoli del marketing sulla  salute dovuti al successo di Wikipedia.<br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDnews=940" target="_blank"> Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Dowload Area </title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=189</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 14/02/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Outcomes Research<br />
<br />
- La disabilit&agrave; e la qualit&agrave; della vita dei pazienti con artrite reumatoide: valutazione e prospettive (Reumatismo, 2004)<br />
- Validazione delle versioni italiane del Bath Ankylosing Spondylitis Functional Index (BASFI) e del Dougados Functional Index (DFI) in pazienti con spondilite anchilosante (Reumatismo, 2005)<br />
<br />
<a href="outcome_download.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=190</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 14/02/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici -&gt; Varie<br />
<br />
- Sistema di classificazione internazionale delle malattie (ICD9-CM) (Ministero della Salute)<br />
<br />
<a href="varie_download.html"> Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />
<br />
Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici -&gt; Anca<br />
<br />
- Targeted early rehabilitation at home after total hip and knee joint replacement: does it work? (CRD, 2007)<br />
<br />
<a href="anca.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />
<br />
Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; EBM<br />
<br />
- AGREE. Uno strumento per la valutazione della qualit&agrave; delle linee guida cliniche (2002, ASR Amilia Romagna)<br />
- Strumenti per la valutazione e la reportistica degli studi (2009, BM)<br />
<br />
<a href="ebm_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=188</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 01/02/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione Cardiologica<br />
<br />
- Improving uptake of cardiac rehabilitation: using theoretical modelling to design an intervention (NCBI, 2009)<br />
<br />
<a href="RiabilitazioneCardio_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />
<br />
Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione Neurologica<br />
<br />
- Evidence-Based Neurology: Management of Neurological Disorders (JAMA, 2007)<br />
<br />
<a href="RiabilitazioneNeuro_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />
<br />
Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione Respiratoria<br />
<br />
- A randomized, controlled study to evaluate the role of an in-home asthma disease management program provided by respiratory therapists in improving outcomes and reducing the cost of care (NCBI, 2009)<br />
- Pulmonary rehabilitation following exacerbations of chronic obstructive pulmonary disease (Cochrane, 2009)<br />
- Maintaining benefits following pulmonary rehabilitation: a randomised controlled trial (NCBI, 2009)<br />
- Effects of home-based pulmonary rehabilitation in patients with chronic obstructive pulmonary disease: a randomized tria (NCBI, 2008)<br />
<br />
<a href="RiabilitazioneRespi_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>RRR, RR, OR, ARR, NNT: che confusione!
Istruzioni per l’uso delle misure di efficacia ...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=183</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 31/01/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; EBM<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewissue.aspx?id=9">GIMBEnews</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
Numerosi studi hanno dimostrato che i clinici, gli amministratori sanitari e i pazienti sono influenzati dalle modalit&agrave; con cui vengono presentati i risultati dei trial. In particolare, il trattamento viene percepito pi&ugrave; efficace se i risultati vengono presentati con misure di efficacia relativa, fenomeno noto come effetto framing.<br />
<br />
Senza entrare nel merito di complessi aspetti statistici, obiettivo della pillola &egrave; &ldquo;diradare la nebbia&rdquo; su un aspetto cruciale nell&rsquo;interpretazione dei risultati di un trial: quali sono le definizioni, le formule, i vantaggi e i limiti delle diverse &ldquo;unit&agrave; di misura&rdquo; utilizzate per riportare l&rsquo;efficacia di un trattamento?<br />
<br />
<strong>1. Tabella 2 x 2 ed event rates</strong><br />
In un trial che misura eventi dicotomici, tutte le misure di efficacia derivano dalla tabella 2 x 2, che riporta il numero dei pazienti nei due gruppi (trattati e controlli) in relazione alla presenza/assenza dell&rsquo;evento.<br />
<br />
<div align="center">
<table cellspacing="0" cellpadding="0">
    <tbody>
        <tr>
            <td valign="top" width="80" style="border-color: rgb(0, 56, 130); border-top: 0pt solid rgb(0, 56, 130); border-bottom: 1.5pt solid rgb(0, 56, 130);">&nbsp;</td>
            <td valign="top" align="middle" width="75" style="border-color: rgb(0, 56, 130); border-top: 0pt solid rgb(0, 56, 130); border-bottom: 1.5pt solid rgb(0, 56, 130);"><strong>Evento s&igrave;</strong></td>
            <td valign="top" align="middle" width="75" style="border-color: rgb(0, 56, 130); border-top: 0pt solid rgb(0, 56, 130); border-bottom: 1.5pt solid rgb(0, 56, 130);"><strong>Evento no</strong></td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" style="border: medium none ;" bordercolor="#003882"><strong>Trattati</strong></td>
            <td valign="top" align="middle" style="border: medium none ;" bordercolor="#003882">a</td>
            <td valign="top" align="middle" style="border: medium none ;" bordercolor="#003882">b</td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" style="border-color: rgb(0, 56, 130); border-bottom: 1.5pt solid rgb(0, 56, 130);"><strong>Controlli</strong></td>
            <td valign="top" align="middle" style="border-color: rgb(0, 56, 130); border-bottom: 1.5pt solid rgb(0, 56, 130);">c</td>
            <td valign="top" align="middle" style="border-color: rgb(0, 56, 130); border-bottom: 1.5pt solid rgb(0, 56, 130);">d</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</div>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<br />
Attraverso due semplici formule vengono calcolati gli event rates, ovvero l&rsquo;incidenza degli eventi nei due gruppi.<br />
<ul>
    <li><strong>Experimental Event Rate (EER)</strong>: incidenza dell&rsquo;evento nel gruppo dei trattati (EER= a/a+b).</li>
</ul>
<ul>
    <li><strong>Control Event Rate (CER)</strong>: incidenza dell&rsquo;evento nel gruppo di controllo (CER= c/c+d).</li>
</ul>
Dalla variabile combinazione di EER e CER derivano tutte le misure di efficacia: relative (RRR, RR, OR) e assolute (ARR, NNT).<br />
<br />
<br />
<div align="center">
<table rules="rows" cellspacing="0" cellpadding="0" border="1" width="230">
    <tbody>
        <tr>
            <td><strong>RRR</strong></td>
            <td align="middle" width="15">=</td>
            <td>[CER - EER]/CER</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><strong>RR</strong></td>
            <td align="middle">=</td>
            <td>EER/CER</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><strong>OR</strong></td>
            <td align="middle">=</td>
            <td>[EER/1 - EER] / [CER/1-CER]</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><strong>ARR</strong></td>
            <td align="middle">=</td>
            <td>CER-EER</td>
        </tr>
        <tr>
            <td><strong>NNT</strong></td>
            <td align="middle">=</td>
            <td>1/ARR</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</div>
<br />
<br />
<br />
<strong>2. Misure relative di efficacia </strong><br />
<br />
<strong>Relative Risk Reduction (RRR)</strong>. La riduzione relativa del rischio esprime la riduzione proporzionale del rischio dell&rsquo;evento nel gruppo dei trattati rispetto ai controlli; viene espressa in valore percentuale. <br />
<br />
<strong>Relative Risk (RR)</strong>. Il rischio relativo misura il rischio dell&rsquo;evento nel gruppo dei trattati rispetto ai controlli; viene espresso in valori decimali.<br />
<br />
RRR e RR sono misure complementari: ad esempio una RRR del 60% ci informa che nel gruppo dei pazienti trattati la riduzione proporzionale del rischio dell&rsquo;evento, rispetto ai controlli, &egrave; del 60%. Il corrispondente RR &egrave; 0.40, che quantifica il rischio residuale dell&rsquo;evento nel gruppo dei pazienti trattati. In altri termini, se RRR risponde alla domanda &ldquo;qual &egrave; la riduzione proporzionale dell&rsquo;evento nei pazienti trattati?&rdquo;, RR risponde alla domanda: &ldquo;qual &egrave; il rischio dell&rsquo;evento nel gruppo dei pazienti trattati?&rdquo;. Il limite comune delle misure relative di efficacia, in particolare della RRR che comunica una riduzione del rischio, &egrave; la tendenza a sovrastimare l&rsquo;efficacia di un trattamento, specialmente quando il CER &egrave; molto basso.<br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a href="http://www.gimbenews.it/viewarticle.aspx?id_art=166" target="_blank">Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Chi sta bene cura meglio: il tuo dottore come sta?</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=184</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 31/01/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Medicina Narrativa<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/" target="_blank">Partecipasalute</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
<p style="margin-left: 40px; font-style: italic;" class="fonte">Fonti<br />
Wallace JE et al. Physician wellness: a missing quality  indicator. Lancet 2009; 374: 1714<br />
Doctors get ill too. Lancet 2009; 374:  1653. </p>
<p>Se tutti i pazienti leggessero su <em>Lancet</em> l'articolo a firma dei  ricercatori dell'Universit&agrave; di Calgary e il relativo editoriale, potrebbero  rovesciare la tipica domanda con cui qualsiasi medico si informa sulle  condizione di salute del proprio paziente, e manifestare un inatteso, ma  motivato, interessamento nei confronti del curante.&nbsp; &nbsp;</p>
<p>La revisione pubblicata sulla prestigiosa rivista britannica inizia citando  Churchill &quot;Healthy citizens are the greatest asset any country can have&quot;e si  allinea sulla stessa posizione dello statista ma applicandola a una specifica  categoria di cittadini &quot;Physician wellness might not only benefit the individual  physician, it could also be vital to the delivery of high-quality health care.&quot;  Con <em>wellness</em> si intende l'insieme complesso e composito di salute fisica  e mentale e di benessere emotivo; la condizione speculare &egrave; la sindrome da  <em>burnout </em>(con un termine non troppo medico si direbbe l'essere scoppiato)  frutto del logorio delle professioni di assistenza e di aiuto.</p>
<p>Dall'analisi dello stress lavorativo dei sanitari, della loro difficolt&agrave; a  prendersi cura di se stessi e delle conseguenze di un loro stato di salute non  ottimale si evince che la situazione &egrave; l'anticamera alle sostanze da abuso, ai  problemi relazionali e alla depressioni e pu&ograve; a volte essere fatale. Ma ancora  pi&ugrave; rilevante del danno individuale &egrave; quello sulla collettivit&agrave; dei curati,  anche se tra gli indicatori che le organizzazioni sanitarie utilizzano  abitualmente per stabilire la qualit&agrave; delle cure non si tiene conto di alcun  aspetto relativo agli operatori sanitari.</p>
<p>Gli autori hanno selezionato dagli archivi della letteratura scientifica nel  periodo 1985-2009 le revisioni e gli articoli originali che esplorassero il/la  <em>wellness</em> dei medici scoprendo che per il 64% di loro il carico lavorativo  &egrave; troppo pesante e che secondo il 48% &egrave; persino aumentato negli ultimi.  Effettivamente la stima delle ore lavorative medie, escludendo l'attivit&agrave; <em>on  call</em>, risulta di 50-60 ore la settimana.</p>
<p>(...)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1387">Articolo integrale</a><br />
</p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Clinimetria delle malattie muscoloscheletriche
Scale e punteggi</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=185</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 31/01/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Outcomes Research<br/><div style="text-align: right;"><sup><sub>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.mattioli1885.com/libri/il-libro-di-rose.html">Mattioli 1885</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
<br />
<table cellspacing="1" cellpadding="1" border="0" align="" width="488" summary="" style="">
    <tbody>
        <tr>
            <td><span class="title-product"><img height="166" width="119" src="/upload_area/fckeditor/clinimetria.jpg" alt="" /></span></td>
            <td><span class="title-product">Clinimetria delle malattie muscoloscheletriche | Scale e punteggi</span><br />
            Autori: Fausto Salaffi, Marina Carotti<br />
            <hr size="1" noshade="noshade" />
            ISBN: 978-88-6261-008-7 - Anno: 2008 - Pagine: 450<br />
            <hr size="1" noshade="noshade" />
            Prezzo: Euro 63,00 i.i.<br />
            <hr size="1" noshade="noshade" />
            Formato: cm 20 x 27 - Volume brossurato filorefe<br />
            <hr size="1" noshade="noshade" />
            Collana: <span class="testo1-arancio-bold">Trattati</span> 						 					 					</td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<br />
<span class="title-product" /><br />
<span class="testo1-grigio-bold"><span class="maincolumn">Opera</span></span><br />
<br />
Un&rsquo;opera completa di consultazione che raccoglie la principali scale e i punteggi di valutazione utilizzabili in ambito reumatologico, ortopedico e fisiatrico ha lo scopo di riunire in un unico &ldquo;corpus&rdquo; gli strumenti di valutazione che hanno dimostrato il maggiore grado di accuratezza ed efficacia e che rappresentano un formidabile supporto per la pianificazione di studi e per l&rsquo;attivit&agrave; di ricerca.<br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a target="_blank" href="http://www.mattioli1885.com/libri/clinimetria_delle_malattie_muscoloscheletriche.html">Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Convention Nationale L’Eccellenza Professionale nell’era della Clinical Governance

</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=186</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 31/01/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Informazione<br/>Sul sito GIMBE &egrave; fruibile il report della Convention Nazionale <em><strong>L&rsquo;Eccellenza Professionale nell&rsquo;era della Clinical Governance </strong>Formazione continua, modifica dei comportamenti, valutazione delle performance, </em>tenutasi a Bologna, il 27 novembre 2009.<br />
Dal sito potrai anche scaricare le slides dei relatori.<br />
<br />
<a href="www.gimbe.org/uffici_formazione/eccellenzaprofessionale/index.htm" target="_blank"> Vai al sito GIMBE</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Twitter e Medicina: quale rapporto?</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=187</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 31/01/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; In rilievo<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="http://www.pensiero.it/index.asp" target="_blank">Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
Nel corso degli ultimi mesi sono stati aperti canali di Twitter a supporto di alcune attivit&agrave; legate all&rsquo;ambito medico-sanitario. Vediamo quali grazie a un editoriale della rivista <em>Ricerca &amp; Pratica</em>.<br />
<br />
<strong>Secondo gli ultimi dati rilasciati da comScore, gli utenti unici che hanno visitato Twitter nel mese di giugno 2009 sono stati 44,5 milioni, con un incremento del 19% rispetto a maggio 2009 e del 1.460% rispetto a giugno del 2008. Il successo &egrave; tale che la rivista <em>Times </em>ha deciso addirittura di dedicare a Twitter la copertina del numero pubblicato lo scorso giugno.</strong> <br />
<br />
Nel corso degli ultimi mesi sono stati aperti canali di Twitter a supporto di alcune attivit&agrave; legate all&rsquo;ambito medico-sanitario. Hanno per prime iniziato le societ&agrave; scientifiche che lo hanno adottato come strumento di distribuzione di eventi congressuali. Attraverso queste applicazioni i followers iscritti al canale di Twitter di un congresso possono conoscere il programma congressuale e i resoconti delle relazioni pi&ugrave; significative, possono partecipare al dibattito che queste ultime hanno generato, e chi non pu&ograve; prendervi parte pu&ograve; conoscere le opinioni di chi ha avuto la possibilit&agrave; di assistervi. Un esempio significativo &egrave; quello del recente congresso dell&rsquo;American Society of Clinical Oncology (dove, peraltro, ha trovato spazio anche una sezione &ndash; particolarmente apprezzata dai partecipanti &ndash; dedicata a questi temi), che ha ripreso con successo una iniziativa gi&agrave; sperimentata dall&rsquo;ultimo congresso dell&rsquo;American College of Cardiology. &Egrave; tuttavia quello dell&rsquo;aggiornamento dei propri iscritti la ragione primaria per la quale le societ&agrave; scientifiche decidono di usare Twitter. Per esempio, risale all&rsquo;inizio di aprile il lancio del canale su Twitter da parte dell&rsquo;American Medical Association che cos&igrave; intende offrire alla propria comunit&agrave; (e al pubblico) un ulteriore strumento di rapido aggiornamento e di discussione su temi di attualit&agrave; o sulle attivit&agrave; nelle quali &egrave; coinvolta. D&rsquo;altra parte, quella della immediatezza nella circolazione delle informazioni &egrave; una delle ragioni che hanno convinto numerose riviste mediche ad attivare appositi canali di Twitter, spesso integrati con analoghi canali aperti su Facebook. &Egrave; quanto per esempio ha iniziato a fare da alcuni mesi il <em>New England Journal of Medicine</em>, seguito dal <em>British Medical Journal</em>, da <em>Lancet</em>, da <em>JAMA </em>e da altre riviste mediche internazionali, le quali sfruttano questo meccanismo per pubblicare e distribuire l&rsquo;indice del numero corrente. Altre riviste stanno poi iniziando ad includere Twitter tra i servizi di social bookmarking ospitati in coda agli articoli pubblicati nelle versioni online per consentire ai lettori che lo desiderano di includere il titolo dell&rsquo;articolo e il corrispondente link nelle loro pagine personali di Twitter.<br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a target="_blank" href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=935">Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Dowload Area </title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=182</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 13/01/2010 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; EBM<br />
<br />
- Googling for a diagnosis&mdash;use of Google as a diagnostic aid: internet based study (BMJ, 2006)<br />
- STROBE Statement&mdash;checklist of items that should be included in reports of observational studies<br />
- Il documento CONSORT: nuovi suggerimenti proposti per il miglioramento della qualita&rsquo; delle pubblicazioni degli studi randomizzati con disegno a gruppi paralleli (2001, Consort-statement)<br />
- Improving the quality of reports of meta-analyses of randomised controlled trials: the QUOROM statement (1999, The Lancet)<br />
<br />
<a href="ebm_download.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />
Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Medicina centrata sul paziente<br />
<br />
- Keeping the Patient in the Equation &mdash; Humanism and Health Care Reform (2009, nejm.org)<br />
<br />
<a href="narrativa_download.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Tra medico e paziente la sincerità conviene</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=176</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 30/12/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Medicina Narrativa<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="javascript:void(0);/*1263045609827*/">Partecipasalute</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
<div style="margin-left: 40px;">Fonte:<br />
L&oacute;pez et al. Disclosure of Hospital Adverse Events and Its Association  With Patients' Ratings. Arch Intern Med 2009; 169: 1888. </div>
<br />
<p style="text-align: justify;">Se anche qualcosa va storto durante un ricovero in ospedale, non &egrave; detto che  i malati giudichino negativamente i medici e la struttura: la loro valutazione  pu&ograve; anzi essere pi&ugrave; positiva se qualcuno spiega loro che cosa &egrave; successo e  perch&eacute;. Lo sostiene uno studio publbicato su <em>JAMA</em> condotto con interviste  telefoniche effettuate a distanza di nove mesi circa dalla dimissione a circa  600 pazienti ai quali, durante un ricovero in ospedale, le cose non erano andate  come avrebbero dovuto. I ricercatori, coordinati da Lenny Lopez, del  Massachusetts General Hospital di Boston, avevano selezionato questi soggetti&nbsp;  tra quelli in cui, in base ai dati registrati nelle cartelle cliniche, si erano  verificati durante il ricovero vari tipi di eventi avversi. Nella maggior parte  dei casi si trattava di reazioni indesiderate a farmaci somministrati per la  prima volta, ma spesso erano segnalate anche complicazioni insorte durante o in  seguito a interventi chirurgici. Meno frequenti i fenomeni riconducibili a  medicinali che il paziente gi&agrave; prendeva prima di andare in ospedale o  all'esecuzione di procedure diagnostiche di vario genere. &laquo;Un terzo degli eventi  era frutto di errori umani che potevano essere evitati&raquo; spiega Lopez, con cui  hanno collaborato gli esperti dell'Harvard Medical School. &nbsp;&laquo;Per esempio, medici  o infermieri avevano sbagliato a prescrivere o somministrare le dosi di un  medicinale&raquo;.</p>
<div style="text-align: justify;"> </div>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della telefonata si chiedeva ai malati, oltre che di descrivere  quel che era capitato, anche se qualcuno del personale aveva spiegato loro quel  che era accaduto e perch&eacute;. Tutti erano poi invitati a dare un voto da 1 a 5 alla  qualit&agrave; del trattamento medico che secondo loro avevano ricevuto, dove 1 stava  per &laquo;eccellente&raquo; e 5 per &laquo;scarso&raquo;. <br />
</p>
<p style="text-align: justify;">(...)</p>
<p><a href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1395" target="_blank">Articolo integrale</a><br />
</p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>La rilevanza clinica di un trial (II)
Stimare entità e precisione dei benefici e rischi di un ...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=177</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 30/12/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; EBM<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewissue.aspx?id=8">GIMBEnews</a>)</sub></sup><br />
</div>
<p>Oltre che dagli end-point misurati, la rilevanza clinica di un RCT &egrave; influenzata dai numeri che stimano quantitativamente benefici e rischi degli interventi sanitari: NNT, NNH e relativi limiti di confidenza.</p>
<div><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>1. NNT: <em>Number Needed to Treat</em><br />
Definizione</strong>.</span> E&rsquo; il numero di pazienti da trattare per ottenere un beneficio terapeutico. Il NNT &egrave; realmente informativo solo se &ldquo;accompagnato&rdquo; da tutti i seguenti elementi: intervento sperimentale, intervento di controllo, outcome, durata del trattamento, limiti di confidenza.</div>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Formula</strong>.</span> Il NNT &egrave; il reciproco della riduzione del rischio assoluto [1/ARR], arrotondato per eccesso al numero intero.<br />
<span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Interpretazione</strong>.</span> Al diminuire del NNT aumenta l&rsquo;efficacia del trattamento (figura), per cui 1 &egrave; il NNT ideale: un successo terapeutico per ciascun paziente trattato.<br />
<span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Vantaggi</strong>.</span> Rispetto ad altre misure di efficacia utilizzate nei trial (RRR, RR, OR, ARR) - oggetto di approfondimento della prossima &ldquo;pillola&rdquo; - il NNT &egrave; molto semplice da comprendere e, misurando i benefici assoluti, permette facilmente di confrontare l&rsquo;efficacia del trattamento su outcome differenti.<br />
<span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Limiti</strong>.</span> Il calcolo del NNT, semplice per gli outcome dicotomici, &egrave; molto complesso per quelli continui; i NNT derivati dalle meta-analisi possono risultare particolarmente &ldquo;insidiosi&rdquo;, specialmente quando il rischio basale non &egrave; omogeneo tra i diversi studi; i NNT degli outcome <em>event-based</em> (eventi ricorrenti come esacerbazioni di BPCO, attacchi di emicrania, etc.) determinano una sovrastima dell&rsquo;efficacia terapeutica; i NNT derivati dai trial possono essere sensibilmente diversi da quelli ottenuti in contesti assistenziali reali; nonostante le raccomandazioni del CONSORT Statement, pochi trial riportano il NNT; diffidare, infine, dal NNT/anno come &ldquo;unit&agrave; di misura&rdquo; di efficacia per confrontare trattamenti diversi.</p>
<div><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>2. NNH:<em> Number Needed to Harm</em><br />
Definizione</strong>.</span> E&rsquo; il numero di pazienti da trattare per osservare un effetto avverso del trattamento. Analogamente al NNT la sua interpretazione richiede: intervento sperimentale, intervento di controllo, outcome, durata del trattamento, limiti di confidenza.</div>
<p><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Formula</strong>.</span> Il NNH &egrave; il reciproco dell&rsquo;incremento del rischio assoluto [1/ARI], arrotondato per difetto al numero intero.<br />
<span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Interpretazione</strong>.</span> All&rsquo;aumentare del NNH si riduce la probabilit&agrave; di eventi avversi e aumenta la sicurezza del trattamento (figura), per cui il NNH ideale tende all&rsquo;infinito, documentando l&rsquo;assenza di eventi avversi.<br />
<span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Vantaggi</strong>.</span> Analoghi al NNT.<br />
<span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>Limiti</strong>.</span> Il NNH pu&ograve; essere calcolato solo quando la frequenza dell&rsquo;evento avverso viene riportata dai trial che - oltre a minimizzare frequenza e gravit&agrave; degli eventi avversi - spesso non rilevano differenze significative tra i due gruppi di tali eventi, specialmente se poco frequenti; inoltre i NNH derivati dai trial sono generalmente pi&ugrave; elevati (terapie pi&ugrave; sicure) rispetto ai contesti assistenziali reali.</p>
<div><span style="color: rgb(51, 51, 51);"><strong>3.  Limiti (intervallo) di confidenza</strong></span></div>
I risultati di un RCT vengono definiti &ldquo;stima puntiforme&rdquo;, perch&egrave; ottenuti da un campione di pazienti e non dall&rsquo;intera popolazione. I limiti (o intervallo) di confidenza al 95% - <em>confidence intervals</em> (CIs) - delimitano il range di valori che contiene il valore reale per l&rsquo;intera popolazione, con una probabilit&agrave; del 95%...<br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a href="http://www.gimbenews.it/viewarticle.aspx?id_art=150" target="_blank"> Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Quando l’autore copia da Wikipedia</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=178</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 30/12/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; In rilievo<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da<a href="www.pensiero.it"> Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
Spiega Eugenio Santoro del Laboratorio di Informatica Medica del Mario Negri di  Milano: &quot;Il sistema di rating usato dalla comunit&agrave; di Wikipedia per definire  'affidabile' un articolo non &egrave; validato e quindi non pu&ograve; essere considerato un  valido strumento di misura della qualit&agrave; dei contenuti. Piuttosto, gli utenti  che usano i motori di ricerca per trovare informazioni sanitarie sono pi&ugrave;  esposti ai contenuti offerti da Wikipedia rispetto a quelli pubblicati da  portali sanitari 'certificati' e, pertanto, dovrebbero prestare pi&ugrave; cautela nel  loro impiego. E, contestualmente, la comunit&agrave; medica e le associazioni di  pazienti dovrebbero partecipare, negli ambiti nei quali esse operano, alla  compilazione di nuove voci e al miglioramento di quelle esistenti&quot;. Bravo  Eugenio. Prendiamo Wikipedia con le molle: ma come la mettiamo coi medici che  copiano Wikipedia per fare i libri?<br />
<br />
La redazione del Pensiero &egrave; alle  prese con una vera e propria pandemia: i medici autori che copiano dalla  enciclopedia pi&ugrave; famosa del mondo. Primari oncologi di ospedali del nord Italia,  clinici psichiatri universitari: la cleptomania editoriale non risparmia nessuno  e sorgono un sacco di domande:<br />
<ul><br />
    <li>Il redattore deve cercare attivamente i possibili furti? (per esempio usando  i software anti-plagio disponibili su web o la pi&ugrave; casareccia ricerca con  Google)<br />
    </li>
    <li>Se trova un brano copiato da una fonte come Wikipedia, deve segnalarlo  all'autore (o al curatore) o &egrave; meglio far finta di nulla?<br />
    </li>
    <li>L'autore smascherato pu&ograve; dare la colpa alla giovane assistente o &egrave; pi&ugrave;  elegante confessare le proprie colpe?</li>
    <li>...</li>
</ul>
(...)<br />
<br />
<a href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDnews=917">Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>E-learning a prova d'efficacia</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=179</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 30/12/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Informazione<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="http://www.ariadne.bz.it/index.asp" target="_blank">Ariadne</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
<div style="text-align: justify;">Nell'era di internet e delle tecnologie multimediali, la formazione a distanza &egrave; diventata il principale strumento di educazione continua per medici, infermiere/i e specializzande/i di tutte le discipline. Ma &egrave; davvero utile l'e-learning a migliorare le conoscenze e le abilit&agrave; cliniche delle professioniste e dei professionisti della salute? E se s&igrave;, in che misura?<br />
<br />
Un'ampia meta-analisi pubblicata sulla rivista JAMA tira le somme della reale efficacia dell'educazione continua in medicina effettuata via internet, confrontando i suoi effetti con quelli della formazione medica compiuta in loco e con la totale assenza di un programma formativo. Da un'analisi di duecento ricerche compiute negli ultimi anni, emerge cos&igrave; che l'insegnamento a distanza &egrave; realmente utile nel migliorare le conoscenze mediche, la pratica clinica e la comunicazione dei medici con le pazienti e i pazienti, ma non in maniera superiore ai tradizionali metodi formativi effettuati senza l'aiuto di internet. In particolare, l'efficacia formativa dell'e-learning risulta pi&ugrave; marcata in alcune discipline e meno in altre.<br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a href="http://www.ariadne.bz.it/notizie/elearning_efficacia_240908.asp">Articolo integrale</a></div>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Manuale pratico per la diagnosi in reumatologia 
Il ragionamento bayesiano applicato ai ...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=180</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 30/12/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Outcomes Research<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="www.pensiero.it" target="_blank">Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
Cos&egrave; il ragionamento bayesiano? Come potersene servire per affinare le proprie capacit&agrave; diagnostiche? Cosa sono i criteri di classificazione? Si possono utilizzare anche nella pratica clinica quotidiana? L'American College of Rheumatology ha mostrato grande attenzione ai criteri di classificazione suggerendone per la maggior parte delle malattie reumatologiche pi&ugrave; frequenti. Partendo dai dati elaborati dall'ACR e per ogni patologia affrontata il Manuale propone:
<ul>
    <li> la definizione della malattia e note sintetiche su epidemiologia, segni e sintomi, storia naturale, diagnostica differenziale, complicanze ed esami di laboratorio e strumentali;</li>
    <li>&nbsp;i criteri diagnostici;</li>
    <li> una tabella con sensibilit&agrave;, specificit&agrave;, probabilit&agrave; pre-test, valore predittivo positivo e negativo, <span style="font-style: italic;">likelihood ratio</span> positivo e negativo;</li>
    <li>...</li>
</ul>
(...)<br />
<br />
<a target="_blank" href="http://www.pensiero.it/ecomm/pc/viewPrd.asp?idcategory=39&amp;idproduct=394">Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>L'editoriale di...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=181</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 30/12/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; News<br/><p>
<table height="131" cellspacing="1" cellpadding="1" border="0" align="" width="536" summary="">
    <tbody>
        <tr>
            <td><img height="109" width="93" src="/upload_area/fckeditor/danilofoto116x136(1).jpg" alt="" /></td>
            <td><strong>Danilo di Diodoro</strong><br />
            Azienda USL&nbsp;di Bologna <br />
            Area Governo Clinico &ndash; Unit&agrave; Operativa&nbsp;Informazione scientifica applicata<br />
            Autore del Blog&nbsp;&quot;Scire&quot; dell'Ausl di Bologna dedicato alla letteratura medico-scientifica:<br />
            http://www.scire-ausl.bo.it/&nbsp;<br />
            e-mail: danilo.didiodoro@ausl.bo.it </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>
<br />
<div align="center"><strong>Evidence Based Medicine (EBM)  e Medicina centrata sul paziente</strong><br />
</div>
<br />
<div align="justify">&lt;Perch&eacute;? Esiste anche una Medicina che non &egrave; basata su prove di efficacia?&gt; Lo chiedono, un po&rsquo; sconcertati, i cittadini, che come tutti noi sono anche pazienti o potenziali pazienti, quando provi a spiegare loro cos&rsquo;&egrave; l&rsquo;EBM. Sono sconcertati dallo scoprire che forse il proprio medico, quando prescrive loro un trattamento, possa farlo, possa sempre averlo fatto, basandosi non su prove di efficacia, ma su chiss&agrave; cosa. Per me, il confronto diretto con i cittadini e i pazienti &egrave; sempre il modo migliore per rendersi conto che l&rsquo;EBM, da un punto di vista concettuale, &egrave; semplicemente la forma di Medicina pi&ugrave; ovvia. Ti prescrivo questo perch&eacute; &egrave; dimostrato che funziona. Cerco di non prescriverti quest&rsquo;altro che non si sa se funzioni o no, e non ti prescrivo quest&rsquo;altro ancora che si sa che non funziona o che addirittura potrebbe portarti pi&ugrave; danno che beneficio.  <br />
Un ragionamento pi&ugrave; o meno simile si potrebbe fare per la Medicina centrata sul paziente. Perch&eacute;, su cosa altro dovrebbe mai essere centrata la Medicina, se non sui bisogni del paziente? Beh, forse, visto che non sempre tutto &egrave; come dovrebbe essere, potrebbe magari essere centrata sui bisogni e le preferenze dell&rsquo;istituzione sanitaria. Un esempio? Uno studio ha dimostrato che il 90 per cento dei pazienti vorrebbe poter comunicare on-line con i propri medici, e che un terzo di essi sarebbe anche disponibile a pagare per ottenere questo servizio. Ma i medici hanno molte resistenze nei confronti di tale opportunit&agrave;, per una serie di motivi. Certo, ci sono preoccupazioni per la confidenzialit&agrave;, e c&rsquo;&egrave; la preferenza per il contatto diretto con il paziente, ma sicuramente c&rsquo;&egrave; anche il timore di essere sopraffatti dalle e-mail dei pazienti, e quello di dover svolgere del lavoro in pi&ugrave;, magari non adeguatamente retribuito, o non retribuito affatto (1).<br />
Eppure, modalit&agrave; di contatto alternative alla classica visita medica sarebbero utili non solo per i pazienti, ma anche per le istituzioni sanitarie, dal momento che in tal modo si potrebbero destinare le visite di persona solo a quelle situazioni che lo richiedono veramente. Senza contare il fatto che, aprendo un ulteriore canale di comunicazione con i propri pazienti, il medico potrebbe utilizzarlo per raccogliere informazioni, dare spiegazioni, e controllare che i suoi pazienti abbiano capito quello che c&rsquo;&egrave; da capire. Quindi anche lui, in teoria, dovrebbe giovarsene.<br />
La possibilit&agrave; di un contatto per e-mail potrebbe quindi diventare uno degli strumenti utili per lo sviluppo di una Medicina centrata sul paziente, una Medicina che non sia centrata solo sulla malattia e sul classico, striminzito obiettivo diagnosi e terapia. E non &egrave; un caso che l&rsquo;esempio riportato, quello dell&rsquo;apertura di un canale di contatto per e-mail, abbia a che fare con uno strumento di comunicazione, dal momento che un salto nella qualit&agrave; nella comunicazione fra medico e paziente &egrave; esattamente uno degli elementi fondamentali della Medicina centrata sul paziente. Come &egrave; ormai ampiamente noto, l&rsquo;altro elemento fondamentale &egrave; quello dell&rsquo;allargamento di prospettiva del medico nei confronti dei suoi pazienti, visti non pi&ugrave; solo come soggetti portatori di specifici disturbi, ma come persone nella loro completezza, delle quali &egrave; importante comprendere anche il contesto di vita, i sentimenti, le aspettative e il modo di vedere (2). In poche parole, per fare una Medicina centrata sul paziente si tratta dunque di costruire una relazione aperta e significativa con il paziente, andando incontro ai suoi bisogni  e alle sue preferenze (3).<br />
La medicina centrata sul paziente &egrave; stata proposta e inizialmente formalizzata negli anni Ottanta da una serie di articoli pubblicati sulla rivista Family Practice. Da allora ha attratto l&rsquo;attenzione di molti, senza tuttavia essere realmente diventata un paradigma operativo vero e proprio, importabile nella pratica clinica quotidiana, se non in modo del tutto sporadico. Soprattutto pesano le preoccupazioni riguardanti la sua applicabilit&agrave; in un contesto, ad esempio quello della sanit&agrave; pubblica italiana, nella quale, proprio a causa della sua universalit&agrave;, ci sono gi&agrave; molti problemi di ingolfamento, e di tempi razionati per il contatto medico-paziente.<br />
Eppure si dovr&agrave; fare uno sforzo per trovare il modo di farlo, dato che praticamente tutti concordano nell&rsquo;affermare che la pratica clinica oggi soffre proprio di una evidente carenza di relazione significativa con il paziente, il quale spesso lamenta un grande disagio ogni volta che deve entrare in contatto con l&rsquo;istituzione sanitaria. Il paziente sente di non essere preso in considerazione come persona, con la sua specificit&agrave; e la sua unicit&agrave;; lamenta la genericit&agrave; del rapporto con il medico e la frettolosit&agrave; delle visite, la mancanza di canali di comunicazione alternativi a quello della visita medica, la scarsit&agrave; delle informazioni circa le sue malattie e i suoi trattamenti, e la carenza di un significativo sforzo destinato a dare tali informazioni in una modalit&agrave; che sia comprensibile; soffre la scarsa attenzione comunicativa da parte del medico e degli operatori sanitari in generale, le difficolt&agrave; di accesso alle visite e alle prestazioni nel momento del bisogno; non vede rispettate le sue preferenze e la sua volont&agrave; di partecipare alle decisioni sulla sua salute, e si potrebbe continuare. Quest&rsquo;ultimo tema della partecipazione dei pazienti e dei cittadini, sta poi diventando sempre pi&ugrave; cruciale, nella sanit&agrave; e non solo, come indicano anche le esperienze partecipate di miglioramento della qualit&agrave; della vita riportate nel libro di W. Orsi, R. A. Ciarrocchi e G. Lupi, intitolato Qualit&agrave; della vita e innovazione sociale  (Franco Angeli, 2009) (4).<br />
E&rsquo; forse anche per tutto questo che molti pazienti, come risulta dalle indagini degli ultimi anni, si orientano poi anche verso le medicine non convenzionali, e ci&ograve;, in diversi casi, pur in assenza di precise indicazioni di efficacia provenienti da studi evidence based. Ma poco importa, i pazienti dichiarano che i medici e gli operatori delle medicine non convenzionali riescono a dare loro quell&rsquo;attenzione e quel livello di empatia che la medicina convenzionale sembra aver irrimediabilmente perduto, e che quindi alla fine, rivolgendosi all&rsquo;omeopata o al fitoterapeuta, stanno comunque meglio, a prescindere da quelle che sono le conclusioni dell&rsquo;EBM.<br />
La conclusione &egrave; semplice e breve: la Medicina ha urgente bisogno di recuperare tutti i valori portati proprio dalla Medicina centrata sul paziente, forse per il solo motivo che nessun altro tipo di Medicina avrebbe ragione di esistere. <br />
<br />
</div>
<br />
Bibliografia<br />
<br />
1) Patient/physician online communication: many patients want it, would pay for it, and, it would influence their choice of doctors and health plans. Harris Interactive Health Care News; 2002; 2. Accesso del 2.12.09 all&rsquo;indirizzo:<br />
<a href="http://www.harrisinteractive.com/news/newsletters/healthnews/HI_HealthCareNews2002Vol2_Iss08.pdf" target="_blank">http://www.harrisinteractive.com/news/newsletters/healthnews/HI_HealthCareNews2002Vol2_Iss08.pdf <br />
</a><br />
2) Vegni E. La medicina centrata sul paziente. La Cura 2005; 1(1) 8-15<br />
http://www.lacura.info/media/vegni1cura.pdf <br />
<br />
3) Berry L. L, Seiders K, Wilder S. Improving Patient Care: Innovations in Access to Care: A Patient-Centered Approach. Ann Intern Med October 7, 2003 139:568-574 <br />
http://www.annals.org/content/139/7/568.full <br />
<br />
4) W. Orsi, R. A. Ciarrocchi e G. Lupi, Qualit&agrave; della vita e innovazione sociale. Franco Angeli, Milano, 2009
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font color="#000080"><strong><span style="font-weight: normal;"></span></strong></font></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Dowload Area 
Approfondimenti su...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=175</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 29/11/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscoloscheletrici -&gt; Regione lombo-pelvica<br />
<br />
- Individual patient education for low back pain (Review) (Cochrane, 2009)<br />
<br />
<a href="javascript:void(0);/*1259465249408*/">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<hr size="2" width="100%" />
<br />
Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscoloscheletrici -&gt; Ginocchio<br />
<br />
- Physical Therapy Interventions for Patients With Osteoarthritis of the Knee: An Overview of Systematic Reviews (PT Journal, 2007)<br />
<br />
<a href="javascript:void(0);/*1259465889555*/">Vai alla pagina</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Wikipedia come fonte di informazioni sanitarie? Rimandata</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=171</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/11/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; In rilievo<br/><div align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="javascript:void(0);/*1259364969640*/">Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
<strong>Wikipedia pu&ograve; essere considerata una fonte attendibile di informazioni  sanitarie validate?</strong> Non ancora, come ricorda un approfondimento pubblicato  dalla rivista di politica sanitaria <em>Care</em>.<br />
<br />
Con oltre 3 milioni di  voci in lingua inglese, a cui si aggiungono oltre 6 milioni di voci disponibili  nelle principali lingue internazionali, Wikipedia ha un utilizzo cos&igrave;  globalizzato e sistematico che c&rsquo;&egrave; chi inizia a chiedersi se non possa  rappresentare una fonte alla quale i cittadini possono accedere per reperire  informazioni sanitarie. <br />
<br />
Partendo da un elenco di termini medici ottenuti  da tre noti dizionari (quello di MedlinePlus, quello del National Health Service  britannico e quello della National Organization of Rare Diseases), hanno  calcolato con quale frequenza le voci di Wikipedia riguardanti tali termini  apparivano tra i primi risultati di una ricerca condotta attraverso i principali  motori di ricerca (Google, Yahoo, MSN e Google UK), e come tali posizioni si  confrontavano con quelle ottenute, tra gli stessi risultati, dai portali  sanitari istituzionali (americani e inglesi), da quelli delle principali societ&agrave;  scientifiche e dai portali sanitari commerciali di chiara fama. <br />
<br />
I  risultati confermano quanto era da loro atteso: su oltre 3800 termini ricercati,  le voci di Wikipedia appaiono tra i primi 10 risultati in una percentuale  compresa tra il 70,8% e l&rsquo;84,7% (la percentuale varia in funzione del motore di  ricerca e del dizionario dei termini impiegati). <br />
<br />
Spiega <strong>Eugenio  Santoro </strong>del Laboratorio di Informatica Medica del Dipartimento di  Epidemiologia dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche &lsquo;Mario Negri&rsquo; di Milano...<br />
<br />
(...)<br />
<br />
<a href="javascript:void(0);/*1259365132626*/">Articolo integrale</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>GIIMBEnews ha letto per voi.... </title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=172</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/11/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; EBM<br/><p align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="javascript:void(0);/*1259403231978*/">GIMBEnews</a>)</sub></sup><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Comparison of registered and published primary outcomes in randomized controlled trials</strong><br />
Dal 2005 l&rsquo;International Committee of Medical Journal Editors richiede ai ricercatori la registrazione dei trial controllati e randomizzati (RCTs), prima di iniziare l&rsquo;arruolamento dei partecipanti, quale condicio sine-qua-non per la pubblicazione. Mathieu et coll. hanno confrontato gli outcome primari dichiarati nel protocollo registrato con quelli riportati negli articoli successivamente pubblicati da riviste a elevato impact factor...</p>
<p><strong>Comparative Effectiveness Research: a report from the Institute of Medicine</strong><br />
&ldquo;<em>La comparative effectiveness research</em> (CER) &egrave; la produzione e sintesi di ricerca che valuta efficacia e rischi di interventi alternativi per la prevenzione, diagnosi, trattamento e monitoraggio di una condizione clinica o per migliorare l&rsquo;erogazione dell&rsquo;assistenza. L&rsquo;obiettivo della CER &egrave; assistere utenti, clinici e manager nel prendere decisioni <em>evidence-based</em> in grado di migliorare la salute degli individui e delle popolazioni&rdquo;...</p>
<p><strong>Defining knowledge translation</strong><br />
I gap tra evidenze scientifiche e assistenza sanitaria sono rilevabili a tutti i livelli perch&egrave; numerosi fattori ostacolano il trasferimento delle conoscenze alla pratica clinica e all&rsquo;organizzazione dei servizi sanitari. Inizia sul CMAJ un&rsquo;innovativa e stimolante serie destinata al <em>knowledge translation</em> (KT)...</p>
<p>(...)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/review.aspx?id_numero=7&amp;id_tipo=4">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Errori in corsia: anche i responsabili sono vittime</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=173</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/11/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Medicina Narrativa<br/><p align="right"><sup><sub>(tratto da <a href="http://www.èpensiero.it" target="_blank">Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sub></sup></p>
<p>Nel momento in cui il responsabile di un evento avverso si rende consapevole dell'errore commesso diventa lui stesso una &quot;seconda vittima&quot;. Ecco cosa pu&ograve; succedere... <br />
<br />
Quando si verifica un evento inaspettato, le prime vittime sono i pazienti, con i loro familiari. Le vittime secondarie sono le persone responsabili dell'assistenza. <br />
<br />
Un gruppo di ricercatori statunitensi ha intervistato 31 di queste &quot;seconde vittime&quot;, individuando le caratteristiche della loro reazione agli eventi provocati. Nel momento in cui la persona si accorge di quanto &egrave; accaduto, sperimenta confusione, turbamento, incapacit&agrave; di formulare pensieri coerenti, pur dovendo prendersi cura del paziente in crisi; dopo una fase di autoisolamento, durante la quale vi &egrave; una continua rievocazione dell&rsquo;accaduto, il soggetto tenta di ristabilire l&rsquo;integrit&agrave; personale, cercando il sostegno di una persona di fiducia: in questa fase il sentimento dominante &egrave; la paura. <br />
<br />
A un certo punto emerge anche la preoccupazione per le ripercussioni sulla propria professione, infine, al termine del percorso, la persona che ha provocato un evento inaspettato elabora delle strategie per andare avanti, scegliendo prevalentemente una di queste tre strade: abbandono, cio&egrave; lascia la professione o cambia luogo di lavoro; tenta di sopravvivere, anche se continua ad avere sensi di colpa e sentimenti di tristezza; crescita...</p>
<p>(...)</p>
<p><a href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDnews=900" target="_blank">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>5th International Conference of Evidence-Based Health Care Teachers &amp; Developers
Models of ...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=174</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/11/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Informazione<br/><div align="right"><sup><sub>(Tratto da <a href="javascript:void(0);/*1259403084958*/">EBHC</a>)</sub></sup><br />
</div>
<br />
Once again we had a great Conference! Sicilian land with its perfumes, colours, food and wines always creates the &ldquo;ideal frame&rdquo; for the Conference. While leaving Taormina, we hope you take home in your (not lost) luggage the unforgettable days we spent together....<br />
<br />
<a href="http://www.ebhc.org/thanks.htm" target="_blank">Tutto sul congresso e le slides&nbsp;da scaricare</a>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=170</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/10/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt;&nbsp;Anca&nbsp;</p>
<p>- A specific inpatient aquatic physiotherapy program improves strength after total hip or knee replacement surgery: a randomized controlled trial (NCBI, 2009)<br />
- Cost-effectiveness of accelerated perioperative care and rehabilitation after total hip and knee arthroplasty (NCBI, 2009)<br />
- Factors influencing early rehabilitation after THA: a systematic review (NCBI, 2009)<br />
- Multidisciplinary rehabilitation for older people with hip fractures (Cochrane, 2009)<br />
- Risk factors for the development of hip osteoarthritis: a population-based prospective study (NCBI, 2009)<br />
- Systematic review of hip fracture rehabilitation practices in the elderly (NCBI, 2009)<br />
- Hip arthroplasty patients benefit from accelerated perioperative care and rehabilitation: a quasi-experimental study of 98 patients (NCBI, 2008)&nbsp;<br />
- Mobility training after hip fracture: a randomised controlled trial (NCBI, 2008)<br />
- Multidisciplinary rehabilitation programmes following joint replacement at the hip and knee in chronic arthropathy (Cochrane, 2008)</p>
<p><a href="anca.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt;&nbsp;Gomito</p>
<p>- Combination of manipulation, exercise, and physical therapy for the treatment of a 57-year-old woman with lateral epicondylitis (NCBI, 2009)</p>
<p><a target="_blank" href="gomito.html">Vai alla pagina&nbsp;</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt;&nbsp;Ginocchio</p>
<p>- A specific inpatient aquatic physiotherapy program improves strength after total hip or knee replacement surgery: a randomized controlled trial (NCBI, 2009)&nbsp;<br />
- Cost-effectiveness of accelerated perioperative care and rehabilitation after total hip and knee arthroplasty (NCBI, 2009)<br />
- Multidisciplinary rehabilitation programmes following joint replacement at the hip and knee in chronic arthropathy (Cochrane, 2008)</p>
<p><a href="ginocchio.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt;&nbsp;Polso</p>
<p>- Physiotherapy after volar plating of wrist fractures is effective using a home exercise program (NCBI, 2009)</p>
<p><a href="polso_mano.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt;&nbsp;Varie</p>
<p>- A specific inpatient aquatic physiotherapy program improves strength after total hip or knee replacement surgery: a randomized controlled trial (NCBI, 2009)<br />
<br />
</p>
<p><a href="varie.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; EBM</p>
<p>- Improving Patient Care by Linking Evidence-Based Medicine and Evidence-Based Management (JAMA, 2007) <br />
- Possible Outcomes of Comparative Effectiveness Research (JAMA, 2009)<br />
- The Next Step in Guideline Development (JAMA, 2008)</p>
<p><a href="ebm_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
<br />
</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>La rilevanza clinica di un trialGuida alla scelta degli outcome</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=166</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 14/10/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; EBM<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewissue.aspx?id=7">GIMBEnews</a>)</sup></sub></p>
<p align="left">Nel numero precedente abbiamo definito come la rilevanza clinica di un trial (RCT) sia influenzata da quattro variabili: l&rsquo;end-point misurato, il numero di pazienti da trattare per ottenere un beneficio (NNT), il numero di pazienti da trattare per osservare un effetto avverso (NNH) e la precisione dei risultati di NNT/NNH espressa dai limiti di confidenza. <br />
<br />
Questa prima puntata di una mini-serie sulla rilevanza clinica dei trial &egrave; dedicata alla selezione degli outcome. <br />
<br />
1. Definizione <br />
Outcome, end-point. Nella metodologia della ricerca clinica possono essere considerati sinonimi: entrambi hanno il significato di &ldquo;misura di esito&rdquo;. <br />
<br />
2. Classificazione <br />
Epstein e Sherwood (Ann Intern Med, 1996) classificano gli outcome in tre categorie. <br />
Clinici. Mortalit&agrave; (totale o causa specifica), eventi morbosi (infarto, stroke, frattura), misure fisiologico-metaboliche (colesterolo LDL, pressione arteriosa, densit&agrave; minerale ossea). <br />
Economici. Diretti (ospedalizzazioni, visite ambulatoriali, test diagnostici, farmaci), indiretti (giornate lavorative perse), intangibili (grado di sofferenza, stress psicofisico). <br />
Umanistici. Qualit&agrave; di vita, soddisfazione dell&rsquo;utente, sintomi, status funzionale. <br />
<br />
Considerato che qualunque intervento sanitario (preventivo, diagnostico, terapeutico, riabilitativo, palliativo) sperimentato in un RCT modifica in varia misura outcome appartenenti alle tre categorie, idealmente un trial dovrebbe misurare almeno un outcome per ciascuna categoria. In realt&agrave;, vengono sempre selezionati gli outcome clinici, molto raramente quelli economici e - solo recentemente in alcuni settori (oncologia, malattie croniche) - quelli umanistici. <br />
<br />
3. Outcome primario e outcome secondari <br />
In un RCT i ricercatori devono definire l&rsquo;outcome primario e, eventualmente, uno o pi&ugrave; outcome secondari...</p>
<p align="left">(...)</p>
<p align="left"><a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewarticle.aspx?id_art=133">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Troppa ricerca inutile, inutilizzabile o inaccessibile</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=167</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 14/10/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; In rilievo<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da </sup></sub><a target="_blank" href="http://www.pensiero.it/"><sub><sup>Il Pensiero Scientifico Editore</sup></sub></a><sub><sup>)</sup></sub></p>
<p>Sulla rivista <em>The Lancet</em>, la denuncia di due eminenti rappresentanti del movimento dell'<em>evidence base medicine</em>.<br />
<br />
<strong>Iain Chalmers </strong>e <strong>Paul Glasziou</strong>, due dei pi&ugrave; autorevoli esponenti dell'EBM, denunciano un doppio problema della ricerca medica: la produzione e pubblicazione di studi inutili e la mancata divulgazione dei risultati di ricerche utili.<br />
<br />
Per impedire lo spreco di risorse che tutto ci&ograve; comporta gli autori dell&rsquo;articolo fanno alcune proposte: coinvolgere pazienti, operatori e operatrici sanitari/e nella scelta delle problematiche da indagare; intensificare la formazione nella valutazione e produzione di ricerche scientifiche (<em>critical appraisal</em>); inserire i nuovi studi nel contesto della ricerca gi&agrave; esistente; incoraggiare il libero...</p>
<p>(...)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=841">Aritocolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Medico, meno mi piaci più ti ricordo</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=168</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 14/10/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Medicina Narrativa<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/">Partecipasalute</a>)</sup></sub></p>
<p>Il buon medico passa inosservato, quello incapace viene ricordato: questo il risultato di uno studio pubblicato di recente dagli <em>Archivies of Internal Medicine</em>. La ricerca arriva dall&rsquo;Universit&agrave; di Chicago e tiene in considerazione un campione di 2.807 pazienti ricoverati nella propria struttura ospedaliera tra il 2005 e il 2006. </p>
<p>Lo studio ha rilevato che: il 75 per cento dei pazienti non distingue tra loro i medici ospedalieri, non ricorda nemmeno il nome di un solo medico del team che lo ha in cura, e solo il 40 &egrave; in grado di riconoscere almeno visivamente lo specialista. Risulta dunque che la capacit&agrave; di riconoscimento dei medici si &egrave; rivelata direttamente correlata all&rsquo;insoddisfazione per il loro operato, in altri termini i pazienti tendono a ricordare il nome di un medico ospedaliero soprattutto se ritiene abbia svolto male il proprio lavoro. </p>
<p>Come si pu&ograve; cambiare direzione? </p>
<p>Gli autori dello studio americano suggeriscono di piazzare delle telecamere nella struttura ospedaliera, nelle corsie foto e profilo dei medici in servizio, e, al tempo stesso, stimolare tra i medici la pratica di presentarsi prima delle visite. </p>
<p>&Egrave; un fenomeno che, purtroppo, non si limita al caso americano: in Italia la situazione non &egrave; affatto differente. &Egrave; possibile, per&ograve;, fare una distinzione tra il rapporto medico-paziente in studio, e quello che si crea durante l&rsquo;attivit&agrave; di degenza. Nell&rsquo;ambulatorio divisionale non pu&ograve; sussistere una continuit&agrave; nell&rsquo;approccio tra il medico e il paziente: quest&rsquo;ultimo, infatti, si trova di volta in volta ad avere a che fare con specialisti diversi. Per quanto riguarda, invece, l&rsquo;attivit&agrave; di degenza, il malato dovrebbe quantomeno conoscere il medico che lo ha in cura, perch&eacute; &egrave; lui che compila la cartella clinica e che si occupa dell&rsquo;esame obiettivo della patologia. Dovrebbe risultare pi&ugrave; semplice coltivare un rapporto di continuit&agrave; e confidenza durante un periodo pi&ugrave; o meno lungo di permanenza ospedaliera, piuttosto che nel corso di una breve visita ambulatoriale. </p>
<p>Ma non &egrave; sempre cos&igrave;. L&rsquo;ambito medico &egrave; quello in cui, pi&ugrave; che in ogni altra professione, l&rsquo;attivit&agrave; di comunicazione risulta fondamentale, soprattutto considerando che spesso si tratta di informare circa diagnosi o percorsi di trattamento nel modo pi&ugrave; delicato possibile, evitando di provocare traumi nell&rsquo;interlocutore. La conoscenza del curante appare, quindi, essenziale.</p>
<p>(...)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/1153">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Il sito Blog Scire</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=169</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 14/10/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Informazione<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.scire-ausl.bo.it/dblog/default.asp">Blog Scire</a>)</sup></sub></p>
<p>Il Blog Scire, dell'&laquo;Informazione scientifica applicata&raquo; dell&rsquo;Azienda Usl di Bologna &ndash; Area Governo Clinico &ndash; &egrave; dedicato ad argomenti di letteratura medico-scientifica collegati all&rsquo;Evidence Based Medicine (EBM) e alla umanizzazione in Medicina. Ogni Post prende spunto da un importante articolo appena pubblicato sulla letteratura scientifica internazionale, sintetizzandolo e commentandolo. I Post sono scritti da Danilo di Diodoro. Ideato inizialmente come strumento di supporto per i partecipanti ai corsi aziendali di EBM, ora il blog &egrave; aperto a tutti gli operatori sanitari interessati, e ai cittadini facenti parte di associazioni che partecipano attivamente al buon funzionamento della sanit&agrave;. Chi si iscrive al blog pu&ograve; partecipare alla discussione sui Post, pubblicando un commento attraverso l'apposita area in fondo ad ogni articolo, seguendo le indicazioni l&igrave; riportate.</p>
<blockquote dir="ltr" style="MARGIN-RIGHT: 0px">
<p><strong>Danilo Di Diodoro</strong></p>
<p>
<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="400" summary="" border="0">
    <tbody>
        <tr>
            <td><img height="109" alt="" width="93" src="/upload_area/fckeditor/danilofoto116x136.jpg" /></td>
            <td>
            <p>&nbsp;</p>
            <p>Danilo di Diodoro, medico e specialista in psichiatria, &egrave; responsabile dell'Informazione scientifica applicata dell&rsquo;Area Governo Clinico dell&rsquo;Azienda Usl di Bologna.<br />
            <br />
            </p>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>
<p>Dal 1979 al 1997 ha operato come medico psichiatra presso istituzioni del Servizio Sanitario Nazionale.<br />
Dal 1997 al giugno 2001 ha collaborato con il Servizio Relazioni Esterne e Comunicazione dell&rsquo;Azienda Usl Citt&agrave; di Bologna, che successivamente ha diretto fino al maggio 2004.<br />
Dal 1986 ha iniziato a svolgere attivit&agrave; di giornalismo medico e scientifico, collaborando con testate come Il Corriere della Sera e L&rsquo;Espresso per temi riguardanti psichiatria e medicina.<br />
Dal 2001 &egrave; coautore e coordinatore delle varie edizioni del glossario statistico-epidemiologico della versione italiana di Clinical Evidence.<br />
Dal 2005 &egrave; componente del Comitato Etico-scientifico dell&rsquo;Azienda Usl di Bologna.<br />
Dal 2006 &egrave; direttore del corso di formazione &ldquo;Introduzione ai principi dell&rsquo;Evidence Based Health Care&quot; dell&rsquo;Azienda Usl di Bologna</p>
</blockquote>
<p><a target="_blank" href="http://www.scire-ausl.bo.it/">Vai al sito</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=164</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt;&nbsp;Varie&nbsp;</p>
<p>- A Systematic Review of the Effectiveness of Exercise, Manual Therapy, Electrotherapy, Relaxation Training, and Biofeedback in the Management of Temporomandibular Disorder (2006, Physical Therapy)</p>
<p><a href="varie.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione Respiratoria</p>
<p>- Evidence-based medicine e fisioterapia respiratoria (Postiaux)</p>
<p><a href="RiabilitazioneRespi_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Dowload Area</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=165</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscoloscheletrici -&gt; Varie
<p>- A Systematic Review of the Effectiveness of Exercise, Manual Therapy, Electrotherapy, Relaxation Training, and Biofeedback in the Management of Temporomandibular Disorder (2006)</p>
<p><a href="varie_download.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Ascoltare, scrivere, curare</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=160</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 07/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Medicina Narrativa<br/><p>di <strong>Danilo di Diodoro</strong></p>
<p align="right"><sub><sup>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.scire-ausl.bo.it">Scire</a>)</sup></sub></p>
<p align="justify">I medici e gli operatori sanitari, senza rendersene neanche esattamente conto, ascoltano, o dovrebbero ascoltare, le storie raccontate dai loro pazienti , che parlano di salute e malattia, di speranze e disillusioni, di gioie e di timori. E gli stessi medici e operatori sanitari, a loro volta, raccontano delle storie quando riportano un caso clinico, scrivono una cartella, o anche semplicemente riferiscono a un collega la vicenda umana e di un paziente che gli &egrave; capitato di vedere. Queste competenze narrative, da sempre appartenenti all&rsquo;esercizio della pratica clinica, sono state alquanto trascurate negli ultimi tempi per l&rsquo;avanzamento di una Medicina basata sul singolo dato clinico, sull&rsquo;esame di laboratorio, sull&rsquo;indagine strumentale. Cos&igrave; pu&ograve; capitare che passi molto in secondo piano l&rsquo;intera vicenda umana del paziente. E&rsquo; per questo che, forse come reazione, nel corso degli ultimi dieci anni si &egrave; sviluppato il movimento della cosiddetta Medicina Narrativa. Ne parlano Megan Alcauskas e Rita Charon in un articolo intitolato Right Brain: Reading, Writing and Reflecting, pubblicato di recente sulla rivista Neurology. Rita Charon, una delle fondatrici del movimento, ne ha scritto anche, tra l&rsquo;altro, sul Canadian Family Physician, in un articolo intitolato What to do with stories. <br />
<br />
La Medicina Narrativa non &egrave; una specialit&agrave; vera e propria, ma, come dicono Megan Alcauskas e Rita Charon, &ldquo;una cornice per la pratica clinica basata sullo sviluppo e l&rsquo;utilizzazione di un set di abilit&agrave;&rdquo;. In pratica &egrave; un modo di avvicinarsi all&rsquo;incontro clinico, che si focalizza su una adeguata valutazione dell&rsquo;esperienza del paziente e sulla relazione medico-paziente, al fine di sviluppare fiducia ed empatia e di condividere le scelte diagnostico-terapeutiche. La Medicina Narrativa, quindi, sostiene un tipo di rapporto medico-paziente pieno ed emozionale, del quale la pratica clinica contemporanea sembra avere proprio bisogno, visto che &egrave; sotto gli occhi di tutti come rischi ogni giorno ulteriori pericolose derive verso la spersonalizzazione. Con grande scontento dei pazienti. E per sostenere questo rapporto pieno ed emozionale, la Medicina Narrativa utilizza in primo luogo lo strumento della narrazione. Rita Charon dice, ad esempio, di aver modificato la sua routine ambulatoriale con i nuovi pazienti, ai quali chiede sempre all&rsquo;inizio del primo incontro di raccontare la propria situazione, nella convinzione che questo sia il modo migliore per conoscere non solo il paziente e il suo stato di salute, ma anche la sua vita. <br />
<br />
Alla Columbia University di New York &egrave; stato messo a punto uno specifico programma formativo nel quale agli operatori sanitari viene insegnato sia a leggere testi letterari correlati alla salute e alla malattia, sia a scrivere in maniera riflessiva sull&rsquo;esperienza del paziente, ma anche sulla propria. L&rsquo;importante, in questo caso, &egrave; imparare per&ograve; a scrivere riportando anche le proprie reazioni emotive e il proprio vissuto, evitando se possibile il linguaggio tecnico. Per chi fosse incuriosito, c&rsquo;&egrave; ora l&rsquo;opportunit&agrave; di partecipare a uno di questi corsi, che per la prima volta sar&agrave; tenuto in Italia. Il corso, che vede tra i docenti internazionali anche alcuni dei fondatori della Medicina Narrativa, si terr&agrave; a Venezia dal 20 al 22 settembre, nell&rsquo;ambito del XIII Congress of the European Society for Dermatology and Psychiatry ed &egrave; stato organizzato da Dennis Linder.</p>
<p>(...)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.scire-ausl.bo.it/dblog/articolo.asp?articolo=72">Articolo intergrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>La valutazione multidimensionale della qualità assistenziale</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=161</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 07/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; EBM<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewissue.aspx?id=6">GIMBEnews</a>)</sup></sub></p>
<p align="justify">La clinical governance (CG) &egrave; &ldquo;una strategia con cui le organizzazioni sanitarie si rendono responsabili del miglioramento continuo della qualit&agrave; dei servizi e del raggiungimento-mantenimento di elevati standard assistenziali, stimolando la creazione di un ambiente che favorisca l&rsquo;eccellenza professionale&rdquo; (NHS White Paper: A First Class Service, 1998). Rileggendo la definizione originale di CG e accantonando le distorte interpretazioni generate dalla &ldquo;libera traduzione&rdquo; in governo clinico, &egrave; evidente che il principale obiettivo della CG &egrave; la valutazione continua e il progressivo miglioramento della qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza. <br />
<br />
L&rsquo;aziendalizzazione del SSN ha progressivamente estremizzato il peso degli indicatori di efficacia e &ldquo;confinato&rdquo; la valutazione della qualit&agrave; a quella percepita dagli utenti. Oggi, invece, l&rsquo;attuazione della CG impone di integrare gli indicatori di qualit&agrave; assistenziale nella valutazione e nel finanziamento di servizi e prestazioni sanitarie. In particolare, attraverso la valutazione multidimensionale della qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza che si articola in sei aree: sicurezza, efficacia, appropriatezza, coinvolgimento degli utenti, equit&agrave; d&rsquo;accesso, efficienza. <br />
<br />
1. Sicurezza <br />
E&rsquo; il grado con cui vengono evitati i potenziali rischi e minimizzati i danni conseguenti all&rsquo;assistenza sanitaria. Pertanto, obiettivo prioritario di tutte le organizzazioni sanitarie &egrave; il risk management che, oltre all&rsquo;applicazione degli strumenti, deve essere sostenuto da radicali progressi culturali e organizzativi. In particolare, solo considerando l&rsquo;errore come &ldquo;difetto del sistema e non del singolo professionista&rdquo; &egrave; possibile mettere in atto adeguate contromisure per aumentare la sicurezza dei pazienti. <br />
<br />
2. Efficacia <br />
E&rsquo; la capacit&agrave; di un intervento sanitario di ottenere gli esiti desiderati: riduzione della mortalit&agrave; e della morbilit&agrave;, miglioramento della qualit&agrave; di vita dei pazienti. In altre parole, l&rsquo;efficacia identifica l&rsquo;entit&agrave; dei benefici ottenuti dall&rsquo;assistenza sanitaria. Tuttavia, la ricerca sugli esiti (outcomes research) &egrave; condizionata sia dall&rsquo;affidabilit&agrave; e completezza dei sistemi informativi, sia da altri determinanti della salute: fattori genetici e ambientali, cultura e condizioni socio-economiche. Inoltre, quando si confrontano gli esiti assistenziali ottenuti in periodi diversi o tra organizzazioni differenti (benchmarking) sono indispensabili appropriate tecniche statistiche (risk adjustment). <br />
<br />
3. Appropriatezza <br />
Un intervento sanitario &egrave; appropriato se viene erogato &ldquo;al paziente giusto, nel momento giusto e per la giusta durata&rdquo; (appropriatezza professionale), nonch&eacute; &ldquo;nel setting adeguato e dal professionista giusto&rdquo; (appropriatezza organizzativa). Il miglioramento dell&rsquo;appropriatezza professionale dovrebbe massimizzare la probabilit&agrave; di effetti favorevoli (efficacia) e minimizzare quella di effetti avversi (sicurezza), oltre che ottimizzare le risorse, obiettivo primario dell&rsquo;appropriatezza organizzativa. </p>
<p>(...)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewarticle.aspx?id_art=80">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Audit clinico: questo sconosciuto </title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=162</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 07/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Informazione<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewissue.aspx?id=6">GIMBEnews</a>)</sup></sub></p>
<p align="justify">Le ultime due pillole di governo clinico hanno analizzato la classificazione degli indicatori (struttura, processo, esito) e la valutazione multidimensionale della qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza sanitaria (sicurezza, efficacia, appropriatezza, partecipazione degli utenti, equit&agrave; di accesso, efficienza). Definite le &ldquo;unit&agrave; di misura&rdquo;, ecco la prima dose di una pillola dedicata all&rsquo;audit clinico (clinical audit), strumento principe per misurare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza sanitaria. I tre episodi della saga tratteranno in sequenza: <br />
Definizione (I) <br />
Struttura e fasi dell&rsquo;audit clinico (I) <br />
Metodologie di pianificazione e conduzione (II) <br />
Stesura dell&rsquo;audit report (III) <br />
Barriere e fattori facilitanti (III) <br />
<br />
1. Definizione <br />
&ldquo;L&rsquo;audit clinico &egrave; un processo con cui medici, infermieri e altri professionisti sanitari, effettuano una revisione regolare e sistematica della propria pratica clinica e, dove necessario, la modificano&rdquo; (Primary Health Care Clinical Audit Working Group, 1995). Da questa definizione emergono in maniera molto netta le caratteristiche fondamentali dell&rsquo;audit clinico: <br />
Coinvolge tutti i professionisti sanitari. <br />
E&rsquo; un&rsquo;attivit&agrave; continua e sistematica che non pu&ograve; essere limitata a singoli casi. <br />
Ha come oggetto principale l&rsquo;appropriatezza dei processi (anche se pu&ograve; essere utilizzato per misurare gli esiti assistenziali). <br />
Permette di misurare il grado di inappropriatezza (in eccesso e/o in difetto) e identificare quali aree della pratica professionale devono essere oggetto di miglioramento.In altri termini, il clinical audit &egrave; un approccio di verifica e miglioramento di problematiche assistenziali rilevanti che si caratterizza per la &ldquo;professionalit&agrave;&rdquo; dell&rsquo;iniziativa, la competenza clinica dei partecipanti, la confidenzialit&agrave; dei risultati e per l&rsquo;oggetto fortemente connesso alla qualit&agrave; tecnico-professionale. <br />
<br />
Da questa definizione esulano due tipologie di audit utilizzate in sanit&agrave; - audit di sistema e audit occasionale - spesso &ldquo;confuse&rdquo; con il clinical audit. <br />
<br />
Audit di sistema. Definito altres&igrave; &ldquo;audit della qualit&agrave;&rdquo;, viene utilizzato nelle procedure di accreditamento o certificazione di strutture sanitarie, per verificare sistematicamente la conformit&agrave; dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi. Si caratterizza per l&rsquo;oggetto non professionale e per essere effettuato da auditor esterni. <br />
<br />
Audit occasionale. Si identifica con la discussione di casi clinici realizzata, in maniera pi&ugrave; o meno stutturata, in tutte le organizzazioni sanitarie. Anche se ha contenuti professionali e viene effettuato tra pari, l&rsquo;audit occasionale non &egrave; uno strumento sistematico; inoltre, nella maggior parte dei casi, riguarda pazienti difficili e complessi (outliers), non rappresentativi della media dei pazienti trattati. Pertanto, pur confermandone il valore educazionale, oltre che l&rsquo;efficacia nello stimolare il decision making individuale e di team, l&rsquo;audit occasionale non &egrave; adeguato per misurare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza, anche perch&egrave; si presta a selezionare convenience samples. <br />
La tabella riporta le differenze tra le tre tipologie di audit e ne dimostra la complementariet&agrave;.</p>
<p align="justify">(...)</p>
<p align="justify"><a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewarticle.aspx?id_art=118">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Terapia comportamentale: efficace anche via internet?</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=163</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 07/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; In rilievo<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da <a target="_blank" href="http://www.pensiero.it">Il Pensiero Scientifico Editore</a>)</sup></sub></p>
<p align="justify">Il ricorso a una terapia cognitivo-comportamentale a distanza via web sembra migliorare significativamente la condizione psicologica dei pazienti colpiti da depressione anche grave. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet. <br />
<br />
Per verificare l&rsquo;efficacia e la fattibilit&agrave; di una terapia comportamentale a distanza, David Kessler e i colleghi della University of Bristol hanno preso in esame un campione di 297 pazienti di et&agrave; compresa tra i 18 e i 75 anni e affetti da depressione maggiore con punteggio Beck Depression Inventory (BDI) superiore a 14. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere un intervento assistenziale nel reparto di Medicina Generale o a effettuare una terapia cognitivo-comportamentale a distanza via web, consistente in 10 sessioni da 55 minuti da compiere in un periodo di 16 settimane. <br />
<br />
A 4 mesi dall&rsquo;inizio dello studio, il 38% dei pazienti sottoposti a terapia cognitivo-comportamentale a distanza mostrava significativi miglioramenti del disturbo depressivo e un parziale recupero dalla malattia (punteggio BDI inferiore a 10) rispetto al 24% dei pazienti del gruppo di controllo. A 8 mesi di distanza, inoltre, il 42% dei pazienti sottoposti a terapia comportale a distanza mostrava miglioramenti rispetto al 24% dei pazienti assistiti in Medicina Generale. </p>
<p><a target="_blank" href="http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=865">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=158</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 04/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Ginocchio</p>
<p>- The effects of Glucosamine Sulphate on OA of the knee joint (2008, BestBets)<br />
- How good are trials and interventions in knee arthritis? (2007, Bandolier)<br />
- Patellofemoral pain syndrome (PFPS) (2007, pfps)<br />
- Electromagnetic energy for knee osteoarthritis (2006, Bandolier)<br />
- FPIN's Clinical Inquiries- Glucosamine and Chondroitin for Osteoarthritis (2006, AAFP)<br />
- Glucosamine Plus Chondroitin for Osteoarthritis (2006, AAFP)<br />
- Osteoarthritis of the hip (2006, Clinical Evidence)<br />
- Chondroitin in Patients with Severe Knee Osteoarthritis (2005, AAFP)<br />
- Evaluating the Patient with a Knee Injury (2005, AAFP)<br />
- Hyaluronic Acid Unproven for Osteoarthritis of the Knee (2005, AAFP)<br />
- Continuous passive motion following total knee arthroplasty (2003, Cochrane)<br />
- Intra-articular hyaluronic acid injections (2002, CFPC)<br />
- Philadelphia Panel Evidence&ndash;Based Clinical Practice Guidelines on Selected Rehabilitation Interventions for Knee Pain (2001, PTjournal)<br />
</p>
<p align="justify"><a href="ginocchio.html">Vai alla pagina</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Dowload Area</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=159</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 04/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Riabilitazione cardiologica</p>
<p>- There is little published evidence to support or refute the use of passive ranging to improve tenodesis hand function in people with C6 quadriplegia, in the first 6 months post-injury (2004, OTCATS)</p>
<p><a href="RiabilitazioneNeuro_download.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
&nbsp;Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscoloscheletrici -&gt; Varie
<p>- Osteoarthritis in Peripheral Joints &ndash; Diagnosis and Treatment (2008, BCguidelines) <br />
- Does training in workplace adjustment and posture prevent occupational overuse syndrome in workplace based computer users? (2004, OTCATS)</p>
<p><a href="varie_download.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Outcomes Research</p>
<p>- Making Decision about Tests and Treatments: Principles for better communication between healthcare consumers and healthcare professionals (2005, nhmrc) <br />
</p>
<p><a href="outcome_download.html">Vai alla pagina</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... </title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=157</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 03/09/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; EBM</p>
<p>- Using Clinical Evidence in a National Continuing Medical Education Program in Italy (2007, PLoS Medicine)<br />
- How Evidence-Based Are the Recommendations in Evidence-Based Guidelines? (2007, PLoS Medicine)<br />
- Transparent Development of WHO Rapid Advice Guidelines: A Useful Approach (2007, PLoS Medicine)</p>
<p><a href="ebm_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a>&nbsp;</p>
<hr />
<br />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione Neurologica</p>
<p>- A systematic review of upper extremity casting for children and adults with central nervous system motor disorders (2008, CRD)<br />
-&nbsp;&nbsp;Impact of EMG-triggered neuromuscular stimulation of the wrist and finger extensors of the paretic hand after stroke: a systematic review of the literature (2008, NCBI)<br />
- Effects of botulinum toxin type A on upper limb function in children with cerebral palsy: a systematic review (2007, CRD)</p>
- EMG biofeedback for the recovery of motor function after stroke
<p><a href="RiabilitazioneNeuro_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei Disordini Muscolo Scheletrici -&gt; Varie</p>
<p>- The Physical Therapy Prescription (2007, AAFP)<br />
- The use of ice in the treatment of acute soft-tissue injury: a systematic review of randomized controlled trials (2005, CRD)<br />
<br />
<a href="varie.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione e altro<br />
<p>- Psychological therapies for the management of chronic pain (excluding headache) in adults (2009, Cochrane)<br />
- Care home versus hospital and own home environments for rehabilitation of older people (2008, Cochrane)<br />
- Conservative management for postprostatectomy urinary incontinence (2007, Cochrane)<br />
- Electrical stimulation for faecal incontinence in adults (2007, Cochrane)<br />
- Habit retraining for the management of urinary incontinence in adults (2007 Cochrane)<br />
- Physical activity programs for promoting bone mineralization and growth in preterm infants (2007, Cochrane)<br />
- Physiotherapy interventions for ankylosing spondylitis (2007, Cochrane)<br />
- Conservative management of pelvic organ prolapse in women (2006, Cochrane)<br />
- Spinal manipulation for primary and secondary dysmenorrhoea (2006, Cochrane)<br />
- Multidisciplinary rehabilitation for fibromyalgia and musculoskeletal pain in working age adults (2000, Cochrane)</p>
<p><a href="RiabilitazioneAltro_approfondimenti.html">Vai alla pagina<br />
<br />
<br />
</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=156</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 28/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Regione Lombo-pelvica</p>
<p>- Low level laser therapy for nonspecific low-back pain (2007, Cochrane)<br />
- Traction for low-back pain with or without sciatica (2007, Cochrane)<br />
- Interventions for preventing and treating pelvic and back pain in pregnancy (2006, Cochrane)<br />
- Work conditioning, work hardening and functional restoration for workers with back and neck pain (2003, Cochrane)</p>
<p><a href="regione_lombopelvica.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Polso/Mano</p>
<p>- Physiotherapy after volar plating of wrist fractures is effective using a home exercise program (2009, NCBI)<br />
- Wrist Arthritis Treatment - eMedicine Orthopedic Surgery (2008, emedicine)<br />
- Impact of EMG-triggered neuromuscular stimulation of the wrist and finger extensors of the paretic hand after stroke: a systematic review of the literature (2008, NCBI)<br />
- Effectiveness of hand therapy interventions in primary management of carpal tunnel syndrome: a systematic review (2005 CRD)<br />
- Rehabilitation after surgery for flexor tendon injuries in the hand (2004 Cochrane) <br />
- Which Nonsurgical Treatments for Carpal Tunnel Syndrome Are Beneficial?&nbsp;(2003, AAFP)&nbsp;</p>
<p><a href="polso_mano.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione&nbsp;Neurologica&nbsp;</p>
<p>- Treatment for periodic paralysis (2008, Cochrane)<br />
- Locomotor training for walking after spinal cord injury (2008, Cochrane)<br />
- Ictus celebrale - Riabilitazione (2007, SPREAD)<br />
- Electromechanical-assisted training for walking after stroke (2007, Cochrane)<br />
- Physiotherapy treatment approaches for the recovery of postural control and lower limb function following stroke (2006, Cochrane)<br />
- Cognitive rehabilitation for people with schizophrenia and related conditions (2000, Cochrane)</p>
<p><a href="RiabilitazioneNeuro_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Dowload Area</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=154</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 27/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Riabilitazione cardiologica</p>
<p>- Linee guida nazionali su cardiologia riabilitativa e prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari (2005, PNLG)</p>
<p><a target="_blank" href="RiabilitazioneCardio_download.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici -&gt; Varie</p>
<p>- Linee guida sul management dei pazienti con osteoporosi&nbsp;(SNLG, 2009)</p>
<p><a href="varie_download.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Dowload Area -&gt; Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici -&gt; Polso/Mano</p>
<p>- There is insufficient evidence to establish the effectiveness of physiotherapy intervention in the rehabilitation of adults with fractures of the distal radius (2009, CAT)<br />
- Total wrist replacement (NICE, 2008) <br />
- There is fair evidence (level 2b) to support the use of massage following surgical and traumatic hand injuries to increase wrist active ROM (2006, CAT) <br />
- Manual passive stretching for adults unable to move their own joints (2005, NHS)<br />
- There is little published evidence to support or refute the use of passive ranging to improve tenodesis hand function in people with C6 quadriplegia, in the first 6 months post-injury (2004, CAT)</p>
<p><a target="_blank" href="http://polsomano_download.html">Vai alla pagina<br />
</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... </title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=155</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 27/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici -&gt; Caviglia/Piede</p>
<p>- Interventions for treating chronic ankle instability (2006, Cochrane)</p>
<p><a href="piede_caviglia.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici -&gt; Rachide Cervico-dorsale</p>
<p>&nbsp;- Conservative treatments for whiplash (2007, Cochrane)<br />
<br />
</p>
<p><a href="R_cervicodorsale.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione dei Disordini Muscoloscheletrici -&gt; Anca</p>
<p>- Mobilisation strategies after hip fracture surgery in adults (2006, Cochrane)</p>
<p><a href="anca.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; EBM</p>
<p>- Identifying studies for systematic reviews of diagnostic tests was difficult due to the poor sensitivity and precision of methodologic filters and the lack of information in the abstract (2005, NCBI)<br />
- Investigating causes of heterogeneity in systematic reviews (2002, NCBI)<br />
- Levels of Evidence - March 2002, EBOC</p>
<p><a target="_blank" href="http://ebm_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... EBM</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=153</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 25/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; EBM</p>
<p>- Come valutare una revisione sistematica?&nbsp; (a cura di SaPeRiDoc) <br />
- Cos'&egrave; uno studio clinico controllato randomizzato? (2003) (a cura di SaPeRiDoc) <br />
- Nuove regole per la ricerca clinica (2002) (a cura di SaPeRiDoc) <br />
- Livelli di evidenza e forza delle raccomandazioni (2002) (a cura di SaPeRiDoc) <br />
- Come valutare criticamente una linea guida? (2002) (a cura di SaPeRiDoc) <br />
- Cosa &egrave; una metanalisi? (2001) (a cura di SaPeRiDoc)</p>
<p><a href="ebm_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabitazione dei disordini muscolo-scheletrici -&gt; Varie</p>
<p>- Optimal dosage and route of administration of methotrexate in rheumatoid arthritis: a systematic review of the literature (2008 ARD) <br />
- Long-term safety of methotrexate monotherapy in patients with rheumatoid arthritis: a systematic literature research&nbsp;(2008 ARD) <br />
- Chronic tendinopathy: effectiveness of eccentric exercise&nbsp;&nbsp;(2008 CRD) <br />
- Exercise therapy and orthotic devices in rheumatoid arthritis: evidence-based review (2008 NCBI) <br />
- Clinical practice guidelines for transcutaneous electrical nerve stimulation (TENS) (2006 NGC) <br />
- Specific Exercises Prevent Sports Injuries in Young Athletes&nbsp; (2005 AAFP) <br />
- Ottawa Panel Evidence-Based Clinical Practice Guidelines for Therapeutic Exercises and Manual Therapy in the Management of Osteoarthritis&nbsp; (2004 PhysicalTherapy) <br />
- Progressive resistance training (2004 NGC) </p>
<p><a href="varie.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabitazione dei disordini muscolo-scheletrici -&gt; Complesso Spalla</p>
<p>- Passive mobilisation of shoulder region joints plus advice and exercise does not reduce pain and disability more than advice and exercise alone: a randomised trial (2009 NCBI) <br />
- Multidirectional Glenohumeral Instability Treatment - Orthopedic Surgery (2009 emedicine) <br />
- Multidirectional Glenohumeral Instability Workup - Orthopedic Surgery (2009 emedicine) <br />
- Measuring shoulder function: a systematic review of four questionnaires 2009 NCBI <br />
- Manipulation or intra-articular steroids in the management of adhesive capsulitis of the shoulder? A prospective randomized trial (2009 NCBI) <br />
- Interventions for tears of the rotator cuff in adults (2009 Cochrane) <br />
- Physical work and chronic shoulder disorder. Results of a prospective population-based study (2008 NCBI) <br />
- Philadelphia Panel evidence-based clinical practice guidelines on selected rehabilitation interventions for shoulder pain&nbsp; (2005 CRD) <br />
- Ergonomic and physiotherapeutic interventions for treating work-related complaints of the arm, neck or shoulder in adults (2005 Cochrane) <br />
- Interrater reproducibility of clinical tests for rotator cuff lesions (2004 PubMedCentral) <br />
- Intraarticular corticosteroids, supervised physiotherapy, or a combination of the two in the treatment of adhesive capsulitis of the shoulder: a placebo-controlled trial (2003 NCBI) <br />
- Diagnosis and Treatment of Worker-Related Musculoskeletal Disorders of the Upper Extremity (2002 NCBI) <br />
</p>
<p><a href="complesso_spalla.html">Vai alla pagina&nbsp;</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... </title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=151</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 21/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione Respiratoria</p>
<p>- Exercise-induced Bronchoconstriction and Asthma (2009, AHRQ)</p>
<p><a href="RiabilitazioneRespi_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitazione Neurologica</p>
<p>- Evidence-Based Review of Stroke Rehabilitation (EBRSR, 2008)<br />
- Diagnosis and Treatment of Parkinson's Disease: A Systematic Review of the Literature (2003, NCBI)<br />
<br />
<a href="RiabilitazioneNeuro_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Download Area</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=152</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 21/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Download Area -&gt; Outcomes Research</p>
<p>-&nbsp;Valutazione dell&rsquo;outcome riabilitativo nell&rsquo;ictus ischemico ed emorragico in termini di efficacia ed efficienza del trattamento (2009, gruppo Segesta) </p>
<p><a href="outcome_download.html">Vai alla pagina</a><br />
<br />
</p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Download Area -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Varie</p>
<p>- Comparative Effectiveness of Drug Therapy for Rheumatoid Arthritis and Psoriatic Arthritis in Adults (2007, Effective Health Care) <br />
- Management of acute migraine (2006, NHMRC) <br />
<br />
<a href="varie_download.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su <br />
Sezioni -&gt; Download Area -&gt; Riabilitazione dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Regione Cervico-dorsale</p>
<p>- Cervical Spine X-rays in Trauma (2006, NHMRC) </p>
<p><a href="Rcervicodorsale_download.html">Vai alla Pagina<br />
</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... Outcomes Research
Approfondimenti su... EBM</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=149</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 20/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Outcomes research</p>
<p>- Literacy and Health Outcomes (2004, NCBI)<br />
- Criteria to Determine Disability Related to Multiple Sclerosis (2004, NCBI)</p>
<p><a href="outcome_approfondimenti.html">Vai alla Pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; EBM</p>
<p>- Il metodo antierrore (Joseph T. Hallinan 2009,a cura di Newton Compton Editori) <br />
- Rapid Responses to: ANALYSIS: Ian A Scott <br />
Errors in clinical reasoning: causes and remedial strategies (2009,a cura di BMJ)&nbsp; <br />
- Effectiveness of Continuing Medical Education (2007,a cura di NCBI) <br />
- Evidence-Based Sports Medicine: Does It Matter? (2004, a cura di Evidence-Based Athletic Training) <br />
- How to Find and Evaluate (a cura di Evidence-Based Athletic Training) <br />
- Selecting the Most Valid Test for Musculoskeletal Injuries (a cura di Evidence-Based Athletic Training) <br />
- Systems to Rate the Strength Of Scientific Evidence (2002, a cura di NCBI)</p>
<p><a href="ebm_approfondimenti.html">Vai alla pagina</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=150</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 20/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Polso/mano</p>
<p>- Diagnosis and Treatment of Worker-Related Musculoskeletal Disorders of the Upper Extremity (2002, NCBI)</p>
<p align="justify"><a href="polso_mano.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Gomito</p>
<p>- Diagnosis and Treatment of Worker-Related Musculoskeletal Disorders of the Upper Extremity (2002 NCBI)</p>
<p><a href="gomito.html">Vai alla pagina</a></p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Piede/Caviglia</p>
<p>- Interventions for treating hallux valgus (abductovalgus) and bunions (2003, Cochrane)</p>
<p><a href="piede_caviglia.html">Vai alla pagina<br />
<br />
</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=147</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 19/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Regione lombo-pelvica</p>
<p>- Decision Rule for Spinal Manipulation for Low Back Pain (2005 AAFT)<br />
- FPIN's Clinical Inquiries (2007 AAFT)<br />
- Evidence for Manual Therapy in the Treatment of Low Back Pain (2004, Evidence-Based Athletic Training)<br />
</p>
<p><a href="regione_lombopelvica.html">Vai alla pagina</a>&nbsp;</p>
<hr />
<p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Regione cervico-dorsale</p>
<p>- Ergonomic and physiotherapeutic interventions for treating work-related complaints of the arm, neck or shoulder in adults (2005 Cochrane)<br />
- Multidisciplinary biopsychosocial rehabilitation for neck and shoulder pain among working age adults (2003 Cochrane)<br />
- Diagnosis and Treatment of Worker-Related Musculoskeletal Disorders of the Upper Extremity (2002, NCBI)</p>
<p><a target="_blank" href="R_cervicodorsale.html">Vai alla pagina</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>La qualità in riabilitazione. L'outcome come obiettivo di efficacia
</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=148</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 19/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Outcomes Research<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da </sup></sub><a target="_blank" href="http://www.cuzzolineditore.com/"><sub><sup>Cuzzolin Editore</sup></sub></a><sub><sup>)</sup></sub></p>
<p align="justify">La qualit&agrave; dell'intervento riabilitativo dipende, ampiamente, dalla qualit&agrave; della ricerca riabilitativa. E' ormai perentorio per tutti conoscere il processo di ricerca ed il saper trasferire le conoscenze scientifiche nella pratica, seguendo giudizi fondati e decisioni clinicamente valide. Oggi, una delle principali caratteristiche distintive della Riabilitazione &egrave; la &quot;mission&quot;: migliorare significativamente il livello di qualit&agrave; della vita del paziente e valutare tale qualit&agrave; in base ai risultati od outcome funzionali descritti su scale validate. Anche nei servizi pubblici riabilitativi si &egrave; ormai giunti ad una visione &quot;aziendalista&quot; della qualit&agrave;. La salute diventa il prodotto di un intervento quanto pi&ugrave; efficace ed efficiente possibile: il paziente deve stare meglio e prima. Esiste, infatti, in tema di salute, la necessit&agrave; di razionalizzare le risorse e di mettere sotto controllo la spesa sanitaria e la qualit&agrave; delle prestazioni erogate. Questo libro sulla Qualit&agrave; in Riabilitazione, assume un ruolo importante nel processo divulgativo delle conoscenze. </p>
<p>(...)</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.cuzzolineditore.com/risultato_ricerca_titolo.asp?nome=La%20qualità%20in%20riabilitazione%20&lt;br&gt;%20L'outcome%20come%20obiettivo%20di%20efficacia">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>Approfondimenti su... Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=146</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 17/08/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; Aggiornamenti<br/><p>Aggiornamento su<br />
Sezioni -&gt; Approfondimenti su... -&gt; Riabilitaizone dei disordini Muscolo-scheletrici -&gt; Gomito</p>
<p>- Is there any evidence of the efficacy and/ or cost effectiveness of acupuncture as a treatment for tennis elbow? If so, any advice on the points to be used for needling? (2008, ATTRACT)<br />
- Extracorporeal shock wave treatment for chronic lateral epicondylitis (tennis elbow) (2007, CRD)&nbsp; <br />
- Is there any evidence for tennis elbow support versus NSAIDs in tennis elbow?&nbsp; (2006, ATTRACT)&nbsp;<br />
- Lateral epicondylitis in general practice: course and prognostic indicators of outcome (2006, NCBI)&nbsp;<br />
- Mobilisation with movement and exercise, corticosteroid injection, or wait and see for tennis elbow: randomised trial (2006, BMJ)&nbsp;<br />
- Extracorporeal Shock Wave Therapy for Tennis Elbow (2005, AAFP)&nbsp;<br />
- Extracorporeal shock wave treatment for chronic tendinitis of the elbow (lateral epicondylitis) (2005, CRD)&nbsp;<br />
- Elbow disorders (2004 ,NGC)&nbsp;<br />
- Non-steroidal anti-inflammatory drugs (NSAIDs) for treating lateral elbow pain in adults <br />
&nbsp;(2002, Cochrane)&nbsp;<br />
- Orthotic devices for the treatment of tennis elbow (2001, Cochrane) </p>
<p align="left"><a href="gomito.html">Vai alla pagina</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
        <item>
            <title>L'approccio critico alla letteratura biomedica. ...</title>
            <link>http://www.riabilita.eu/news_detail.php?ID=142</link>
            <description><![CDATA[Pubblicata il: 30/07/2009 - Sezione: In Evidenza &raquo; EBM<br/><p align="right"><sub><sup>(tratto da GIMBEnews)</sup></sub></p>
<p align="justify">Lo step cruciale dell&rsquo;Evidence-based Medicine (EBM) &egrave; la valutazione critica della letteratura (critical appraisal) il cui obiettivo ultimo &egrave; l&rsquo;identificazione delle migliori evidenze scientifiche da integrare nelle decisioni clinico-assistenziali. L&rsquo;applicazione del rigoroso filtro dell&rsquo;EBM dimostra che il rapporto segnale/rumore tra evidenze scientifiche di buona qualit&agrave; e letteratura pubblicata &egrave; estremamente basso. Infatti, alle pubblicazioni secondarie (ACP Journal Club, Evidence-Based Medicine) che &ldquo;scremano&rdquo; le migliori evidenze sopravvive solo il 5% della letteratura pubblicata. <br />
<br />
Questo contributo definisce le dimensioni (domains) che condizionano la valutazione critica della ricerca clinica, per offrire un linguaggio comune sia agli evidence-makers (ricercatori), sia agli evidence-users (professionisti). Non saranno qui analizzati specifici strumenti metodologici, in parte gi&agrave; trattati nei numeri precedenti (randomizzazione, blinding, significativit&agrave; statistica), in parte oggetto di prossimi approfondimenti (intention-to-treat analysis, rilevanza clinica degli outcomes, misure di efficacia dei trial e limiti di confidenza, etc). <br />
<br />
Dimensioni del critical appraisal <br />
Quattro dimensioni influenzano la qualit&agrave; della ricerca clinica: validit&agrave; interna, rilevanza clinica, applicabilit&agrave;, consistenza. Le prime tre caratterizzano sia gli studi primari - osservazionali e sperimentali - sia le revisioni sistematiche; la consistenza &egrave; invece una dimensione esclusiva delle revisioni sistematiche con meta-analisi. <br />
<br />
Le variabili che condizionano le varie dimensioni sono esemplificate facendo riferimento ad un trial clinico che valuta l&rsquo;efficacia di un trattamento, ma il modello &egrave; applicabile a tutti i disegni di studio: trasversali (valutazione dell&rsquo;accuratezza diagnostica), coorte e caso-controllo (valutazione dei fattori di rischio), longitudinali di coorte (valutazione della storia naturale di malattia e dei fattori prognostici). <br />
<br />
1. Validit&agrave; interna <br />
Sinonimo: validit&agrave; metodologica. <br />
Ha l&rsquo;obiettivo di minimizzare gli errori sistematici (bias) che possono &ldquo;compromettere&rdquo; i risultati dello studio. Per tale ragione, la validit&agrave; interna &egrave; correlata al rigore metodologico seguito dai ricercatori nella pianificazione e conduzione dello studio e nell&rsquo;analisi dei risultati. I criteri di validit&agrave; interna definiti dall&rsquo;epidemiologia clinica per i diversi disegni di studio, si sono progressivamente evoluti sino ad essere standardizzati dalle Users&rsquo; Guides to Biomedical Literature - &ldquo;testo sacro&rdquo; del critical appraisal - e fatti propri da tutte le pubblicazioni secondarie. In particolare, in un trial clinico i criteri di validit&agrave; interna, con i rispettivi bias prevenuti, sono: <br />
Assegnazione randomizzata dei partecipanti utilizzando una &ldquo;lista nascosta&rdquo; (bias di assegnazione). <br />
Blinding (bias di accertamento dell&rsquo;esito). <br />
Analisi dei dati secondo il principio dell&rsquo;intention-to-treat (bias di violazione di protocollo). <br />
<br />
2. Rilevanza Clinica <br />
Sinonimo: significativit&agrave; clinica. <br />
Nel critical appraisal corrisponde alla fase di analisi dei risultati e misura - oltre la significativit&agrave; statistica - l&rsquo;entit&agrave; e la precisione dei benefici del trattamento. Nei trial la rilevanza clinica &egrave; influenzata dalle seguenti variabili: <br />
End-point misurato: surrogato vs clinicamente rilevante. <br />
Numero di pazienti da trattare per ottenere un beneficio: Number needed to Treat (NNT). <br />
Numero di pazienti da trattare per osservare un effetto avverso: Number needed to Harm (NNH). <br />
Precisione dei risultati di NNT/NNH espressa dai limiti di confidenza (95% CIs). <br />
<br />
3. Applicabilit&agrave; <br />
Sinonimi: validit&agrave; esterna, generalizzabilit&agrave;. <br />
E&rsquo; il grado con cui i risultati dello studio possono essere applicati al proprio contesto assistenziale e, nello specifico, al paziente individuale. In tutti i disegni di studio l&rsquo;applicabilit&agrave; &egrave; condizionata da tre variabili...</p>
<p align="justify">(...)</p>
<p align="justify"><a target="_blank" href="http://www.gimbenews.it/viewarticle.aspx?id_art=117">Articolo integrale</a></p>]]></description>
            <author>Riabilita.eu</author>
        </item>
    </channel>
</rss>
