26/07/2010
Visual analogue scale (VAS): istruzioni per l'uso br>
A cura di Gustavo Zanoli (Università degli Studi di Ferrara)
(tratto da G.L.O.B.E.)
La registrazione di una misura clinica chiedendo al paziente di indicare un punto su una retta ai cui estremi corrispondono due condizioni estreme e antitetiche viene normalmente indicata con l’acronimo inglese VAS (Visual Analogue Scale). La lunghezza del segmento è di solito 10 cm cosicché la dimensione viene espressa da 0 a 10 (in cm), oppure da 0 a 100 (in mm), misurando con un righello la distanza fra l’origine del segmento e il punto indicato dal paziente.
Le scale visive di tipo analogico possono essere (più comunemente) orizzontali, o verticali, apparentemente senza che ciò influenzi la misurazione. Sono stati inoltre messi a punto e validati anche diversi strumenti (righelli, termometri, pallottolieri) per facilitare la raccolta del dato. Ciò che le accomuna è la percezione che la dimensione misurata progredisca in maniera continua da un minimo a un massimo e la volontà di non "ingabbiare" le risposte del paziente in caselle predefinite come avviene per le Numerical Rating Scales (NRS, in cui il segmento è sezionato da tacche o addirittura caselle a cui corrispondono dei numeri progressivi) o per le Verbal Rating Scales (VRS, cioè delle scale di Likert in cui a ogni tacca corrispondono degli attributi della dimensione da misurare ordinati progressivamente).
Se dal punto di vista compilativo e di registrazione del risultato non ci sono differenze fra i vari tipi di VAS, le proprietà psicometriche (validità, sensibilità ai cambiamenti, capacità discriminativa, valori di riferimento, minima differenza clinica significativa) invece variano moltissimo al variare del contenuto, cioè a seconda della domanda che viene posta al paziente. La più comune riguarda l’intensità del dolore (utilizzando come estremi "nessun dolore" e "il massimo del dolore"), al punto che spesso quando si parla di VAS si intende per antonomasia indicare la "VAS dolore" (pdf 18 Kb) , dimenticando non solo che il dolore possiede altre dimensioni misurabili e clinicamente rilevanti (la frequenza, l’andamento giornaliero, la disabilità causata dal dolore, la rilevanza soggettiva del sintomo) e che la stessa intensità andrebbe meglio specificata (si tratta del dolore in quel momento oppure del picco del dolore raggiunto o ancora del dolore sofferto mediamente in un dato periodo?) ma anche che una rappresentazione analogica viene utilizzata per registrare le risposte in molti altri casi, sollecitando un giudizio su qualunque sintomo o funzionalità (umore, capacità funzionale, raffreddore, sonnolenza, forza muscolare, rigidità, ecc.). In alcuni casi, interi strumenti di valutazione patient-oriented (Womac 3.0, McGill Pain Questionnaire) calcolano i punteggi facendo ricorso a una visualizzazione analogica per ogni risposta.
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