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31/01/2010
RRR, RR, OR, ARR, NNT: che confusione!
Istruzioni per l’uso delle misure di efficacia utilizzate dai trial


(tratto da GIMBEnews)

Numerosi studi hanno dimostrato che i clinici, gli amministratori sanitari e i pazienti sono influenzati dalle modalità con cui vengono presentati i risultati dei trial. In particolare, il trattamento viene percepito più efficace se i risultati vengono presentati con misure di efficacia relativa, fenomeno noto come effetto framing.

Senza entrare nel merito di complessi aspetti statistici, obiettivo della pillola è “diradare la nebbia” su un aspetto cruciale nell’interpretazione dei risultati di un trial: quali sono le definizioni, le formule, i vantaggi e i limiti delle diverse “unità di misura” utilizzate per riportare l’efficacia di un trattamento?

1. Tabella 2 x 2 ed event rates
In un trial che misura eventi dicotomici, tutte le misure di efficacia derivano dalla tabella 2 x 2, che riporta il numero dei pazienti nei due gruppi (trattati e controlli) in relazione alla presenza/assenza dell’evento.

  Evento sì Evento no
Trattati a b
Controlli c d

 


Attraverso due semplici formule vengono calcolati gli event rates, ovvero l’incidenza degli eventi nei due gruppi.
  • Experimental Event Rate (EER): incidenza dell’evento nel gruppo dei trattati (EER= a/a+b).
  • Control Event Rate (CER): incidenza dell’evento nel gruppo di controllo (CER= c/c+d).
Dalla variabile combinazione di EER e CER derivano tutte le misure di efficacia: relative (RRR, RR, OR) e assolute (ARR, NNT).


RRR = [CER - EER]/CER
RR = EER/CER
OR = [EER/1 - EER] / [CER/1-CER]
ARR = CER-EER
NNT = 1/ARR



2. Misure relative di efficacia

Relative Risk Reduction (RRR). La riduzione relativa del rischio esprime la riduzione proporzionale del rischio dell’evento nel gruppo dei trattati rispetto ai controlli; viene espressa in valore percentuale.

Relative Risk (RR). Il rischio relativo misura il rischio dell’evento nel gruppo dei trattati rispetto ai controlli; viene espresso in valori decimali.

RRR e RR sono misure complementari: ad esempio una RRR del 60% ci informa che nel gruppo dei pazienti trattati la riduzione proporzionale del rischio dell’evento, rispetto ai controlli, è del 60%. Il corrispondente RR è 0.40, che quantifica il rischio residuale dell’evento nel gruppo dei pazienti trattati. In altri termini, se RRR risponde alla domanda “qual è la riduzione proporzionale dell’evento nei pazienti trattati?”, RR risponde alla domanda: “qual è il rischio dell’evento nel gruppo dei pazienti trattati?”. Il limite comune delle misure relative di efficacia, in particolare della RRR che comunica una riduzione del rischio, è la tendenza a sovrastimare l’efficacia di un trattamento, specialmente quando il CER è molto basso.

(...)

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