Intervista al Dr. Guy Zito
Melbourne, Australia
7 aprile 2008
1. Chi è il Dr. Guy Zito? Di cosa si occupa?
Sebbene nato in Italia, sono cresciuto in Australia. Ho studiato fisioterapia a Melbourne e in seguito ho lavorato negli ospedali del sistema sanitario pubblico. Il desiderio di migliorare professionalmente mi ha spinto a studiare sotto la direzione di Geoff Maitland. Dopo aver completato gli studi post-laurea, ho intrapreso la vita accademica all’Università di Melbourne lavorando allo stresso tempo da libero professionista. Mi sono dedicato ancora agli studi e ho completato prima il master in ricerche e dopo il dottorato.
Durante questi ultimi anni ho scelto il giusto compromesso per la mia attività professionale: fisioterapista part-time in clinica privata e docente part-time in fisioterapia dello sport e fisioterapia muscoloscheletrica. All’università insegno a studenti post-laurea australiani e ad altri provenienti da ogni parte del mondo, compresa l’Italia. Questa combinazione mi permette di recarmi spesso all’estero e condurre workshops o tenere lezioni. Da qualche tempo mi capita di andare all’estero 2/3 volte l’anno: sono stato in Italia, Giappone, Irlanda, Bahamas e Oman. Quest’anno presenterò i risultati delle mie ricerche a Hong Kong e probabilmente in Norvegia e nel 2009 andrò in Olanda.
2. Cosa pensa della riabilitazione oggi, nel 2008? Quali passi in avanti sono stati fatti negli ultimi 10 anni?
Quando ho incominciato a lavorare in Fisioterapia più di trent’anni fa, i trattamenti seguivano una formula, un modo di pratica che in questi tempi non è sostenibile per la riduzione del budget della sanità. Con il tempo la situazione è cambiata e c’è stato un periodo in cui la terapia manuale per disfunzioni articolari era più diffusa. Finché si è notato che, per ristabilire la funzione normale, la riabilitazione deve includere il sistema muscolare. La riabilitazione nel 2008 è più specifica ed è diretta alla cura dell’indebolimento articolare o muscolare o neurologico o alla combinazione tra tali fattori. Questo miglioramento, senza dubbio, è da ascrivere ai notevolissimi passi in avanti che si sono fatti nella ricerca clinica.
Nel mio ruolo di docente all’Università di Melbourne ho preso parte a vari studi e in particolare a quelli sulla efficacia del trattamento del mal di testa. Sono molto fortunato ad avere questi dati a mia disposizione e a poter usare queste conoscenze con i miei pazienti in clinica.
3. Il livello delle pubblicazioni scientifiche inerenti la riabilitazione oggi?
Negli ultimi 10 anni le ricerche continuano a concentrarsi sull’evidenza per giustificare in nostri interventi. La riabilitazione in Australia, come in tanti altri paesi è sostenuta dall’evidence based practice. La ricerca clinica ha cambiato la gestione delle disfunzioni muscoscheletriche e siamo in una posizione migliore per supportare il nostro intervento. Le scoperte sulle funzioni del trasverso dell'addome e del multifido lombare per esempio hanno cambiato il nostro trattamento del paziente con mal di schiena. Da professionisti possiamo giustificare i nostri interventi nonostante i suggerimenti dei cosiddetti esperti che asseriscono che la gran maggioranza di persone afflitte da episodi di mal di schiena recupera entro sei settimane, non curante dell’amministrazionee del tipo di trattamento. L’evidenza che questi muscoli hanno bisogno di ri-educazione particolare per diminuire il rischio di ritorno dei sintomi è forte.
Ugualmente un altro studio controllato randomizzato ha mostrato che la gestione con la terapia manipolativa, con un programma di esercizi specifici, non solo è efficace per il trattamento delle cefalee cervicogeniche, ma ha anche dimostrato che gli effetti vengono mantenuti a lungo.
4. Qual'è il livello della formazione in fisioterapia oggi in Italia? Differenze e somiglianze con la vostra formazione.
Purtroppo non conosco molto bene il livello della formazione in fisioterapia in Italia. Quando sono venuto in Italia nel 2003 ho visto che la Fisioterapia non era al livello australiano, ma sono rimasto molto bene impressionato dagli sforzi dei fisioterapisti che ho conosciuto. In particolare gli organizzatori dei vari corsi di fisioterapia muscoscheletrica. So che per i loro sforzi la Formazione in Terapia Manuale dell'Università di Genova è riconosciuta da IFOMT come rispondente agli standard formativi e adesso l'Italia è "full member".
In Australia ci sono oltre 10 scuole di Fisioterapia, tutte con base nelle loro rispettive università. La maggioranza dei programmi termina con la laurea, ma stanno incominciando programmi al livello di masters. All’Università di Melbourne il sistema didattico è cambiato radicalmente quest’anno e il corso di Fisioterapia sarà offerto a livello di dottorato. Dopo la laurea di base abbiamo un’abbondanza di opportunità per migliorare. Ci sono molti corsi di formazione durante i weekend, ai quali insegnano i vari fisioterapisti australiani ben conosciuti. Le università continuano ad offrire programmi post-laurea come Master of Musculoskeletal Physiotherapy o Master of Sports Physiotherapy. All’Università di Melbourne si può studiare per il PhD, e c’è l’opportunità di completare il Doctor of Clinical Physiotherapy, che è un estensione del Masters. L’anno scorso la nostra associazione (Australian Physiotherapy Association) ha introdotto gli esami di speciliazzazione. I candidati che hanno successo sono riconosciuti come specialisti.
5. Il suo campo di interesse e di ricerca
I miei campi di interesse principali sono due: la cefalea cervicogenica e le disfunzioni temporomandibolare. Per questo mi è stato facile scegliere gli argomenti per le mie ricerche per il dottorato: diagnosi differenziale di cefalee cervicogeniche e temporomandibilare.
6. Cos'è la cefalea cervicogenica e temporomandibolare?
La cefalea cervicogenica descrive la regione del corpo da dove proviene il mal di testa. E’ un problema complesso con disturbi muscoscheletrici del rachide cervicale e ha vari criteri diagnostici delineati.
La cefalea temporomandibolare non è ben riconosciuta come un’entità clinica ed è perciò più difficile da definire. Nelle pubblicazioni della ‘International Headache Society del 2004, tale cefalea è associata a dolori facciali ascritta alla sindrome temporomandibolare (TMD). Le mie ricerche si sono concentrate sulla cefalea che proviene dalle strutture della regione temporomandibilare sensibile al dolore.
7. Da cosa si riconoscono clinicamente?
Benchè ci sia molta sovrapposizione ai segni e ai sintomi delle due forme di cefalee, nelle mie ricerche ho identificato caratteristiche specifiche ad ogni condizione. I sofferenti di cefalee cervicogeniche spesso hanno mal di testa localizzato unilateralmente che si estende dalla regione sub-occiptale fino alla fronte. I sintomi sono provocati tipicamente dai movomenti del collo, da posture prolungate o trauma emozionale. Rigidità del collo, mobilità intervertebrale ridotta e disfunzione muscolare che accompagnano il mal di testa.
La cefalea temporomandibolare è spesso unilaterale. In confronto all’altra forma di mal di testa, i sintomi si estendono dalla regione preauricolare fino alla tempia, nonchè lungo la mandibola. I fattori aggravanti che provocano i sintomi includono: mordere, masticare, sbadigliare o possono risultare dallo stress emozionale o fisico. Le caratteristiche fisiche consistono di riduzione del range di movimento mandibolare con o senza deviazione, e rumori sordi, crepitio o schiocchi.
8. Quale contributo può dare la fisioterapia a questa problematica?
Per ottenere un risultato ottimo, la gestione di questi pazienti deve essere efficace e diretta con precisione alla causa base della patologia.
Il conoscere le caratteristiche diagnostiche e il processo diagnostico. Se si può identificare la fonte della patologia si può dirigere con precisione la gestione della causa alla base dei sintomi, sia al rachide cervicale, sia all’articolazione temporomandibolare. Ugualmente imporante, con questa cognizione si possono identificare quelle forme di mal di testa che non hanno origine meccanica, per esempio, cefalee a grappolo e emicranie, e perciò, non adatte al trattamento fisico.