In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
13/11/2008Per cercare informazioni non bastano idee chiareIntervista a Salvatore Corrao, Professore associato, Dipartimento biomedico di Medicina interna, Università di Palermo
(tratto da Il pensiero Scientifico Editore)
Conoscere e usare PubMed perché una seconda edizione a meno di due anni dalla precedente?
Innanzitutto perché in dieci mesi il volume ha venduto così tanto da esaurire le copie disponibili. E non me lo aspettavo. Poi, perché PubMed è uno strumento estremamente dinamico: gli aggiornamenti sono continui e spesso investono diversi aspetti. Dunque, c'è stata anche la necessità di rivedere le cose anche da un punto di vista concettuale rispetto all'edizione precedente.
Un buon punto di partenza nel cercare informazioni è avere le idee chiare. Poi saper usare gli strumenti giusti. Cosa c'è di nuovo nella nuova edizione edizione?
Innanzitutto la revisione completa di tutti i link e di tutte le figure che rappresentano le pagine (l'interfaccia) di PubMed. Poi ci sono alcune modifiche sostanziali.
Nel paragrafo "Il pozzo dei desideri: come trovare le informazioni utili" si approfondiscono molte delle potenzialità dello strumento già trattate nella precedente edizione, ma che avevano bisogno di essere approfondite.
Ad esempio, sono stati trattati nel dettaglio i database su tematiche specifiche, messi a disposizione dalla National Library of Medicine (NLM). Molti sono database innovativi che riguardano la ricerca su tematiche specifiche: carcinogenesi chimica, tossicologia riproduttiva, mutagenicità, aspetti sanitari che riguardano l'esposizione a prodotti chimici, ecc. In questo modo, quindi, anche l'utente che ha esigenze particolari troverà modo di allargare i suoi orizzonti, usando al meglio gli "accessori" di PubMed, guidato da questo libro.
In genere, il limite principale è l'utente poco consapevole che non sfrutta tutte le opportunità offerte dalle funzioni di PubMed?
Non solo. L'altro limite sono i "bug" di PubMed. Al proposito c'è un paragrafo che costituisce una novità, e a cui tengo molto, "I limiti dei limits". È un gioco di parole per riferirsi sia alla funzione limits, usata da pochi utenti (e non stiamo parlando di utenti italiani, ma nel mondo), sia ad un "bug" di PubMed.
Perché i limits, per quei pochi che li utilizzano, possono nascondere dei trabocchetti. E questo paragrafo offre soluzioni a trabocchetti non voluti che si possono incontrare nell'utilizzo della sezione "limits" di PubMed.
Ad esempio, ci sono alcuni consigli su come limitare la ricerca a voci bibliografiche sull'uomo o sull'animale, utilizzando stringhe modificate: una novità, proposta per la prima volta in questa edizione.
Altre novità assolute?
La trattazione delle famiglie dei subheadings ed il free floating non presenti nella precedente versione, per chiarire, all'utente medio/avanzato, come utilizzare i subheadings sfruttandone appieno le potenzialità.
Poi, c'è una trattazione più estesa del journal database. Si tratta di un altro database messo a punto dalla NLM e fruibile attraverso l'interfaccia di PubMed che premette di selezionare con estrema semplicità liste di riviste scientifiche. Il journal database permette di utilizzare i journal subset terms, con il tag [st], che compaiono nell'appendice 4 di questa seconda edizione, estremamente utili per chi vuole seguire argomenti particolari su liste specifiche di riviste.
Ci spieghi meglio.....
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Intervista integrale
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