In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
24/03/2008Il lavoro di cura e l'incontro con l'altroGiuliana Masera, infermiera presso l'Ospedale Civile di Fiorenzuola d'Arda (AO, Piacenza) e docente di Discipline demoetnoantropologiche del Corso di Laurea in Infermieristica, Università di Parma
(concesso da IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE)
Che ruolo occupa la cura nella pratica infermieristica e nelle professioni sanitarie?
Il tema della cura e del come prendersi cura è un argomento più che mai attuale nelle professioni sociali, sanitarie ed educative. In particolare per quanto riguarda la professione infermieristica il prendersi cura ha sempre rivestito un ruolo fondamentale. Molte infermiere ritengono che la cura sia centro e fondamento della loro professione, la considerano come l'essenza o come la sostanza ontologica della professione, come il suo ideale morale, il modo d'essere umano e il valore che sta a fondamento. Su di essa va costruita ogni teoria dell'etica della professione d'infermiera.
La cura è centrale nella vita umana e rappresenta un'idea complessa ed elusiva. Sin dall'origine della mitologia e nell'antichità, la cura aveva almeno due diversi sistemi di connotazione:
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da una parte veniva intesa come preoccupazione, difficoltà, ansia;
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dall'altra come un "dare all'altro" o "fare per l'altro".
Queste due identificazioni della cura sono presenti anche oggi e sono al centro dei tentativi contemporanei di formulare un'etica della cura della professione infermieristica.
Oggi la cura ha connotazioni non solo di preoccupazione, compassione, ansietà e fardello, ma anche elementi che segnalano l'inclinazione, l'affetto, l'impegno dei confronti di una persona, di un ideale o di una causa, la risposta sensibile alla situazione dell'altro.
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