In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
12/03/2008La medicina tra prove e rischiVannino Lamantegna (Galileo, 9 novembre 2005) su "Etica, conoscenza e sanità. Evidence-based medicine fra ragione e passione", a cura di Alessandro Liberati
(concesso da IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE)
L'espressione "evidence-based medicine" (EBM) è stata coniata nel 1992 negli Stati Uniti. In italiano viene tradotta con "medicina basata sulle prove di efficacia", e sta a indicare una medicina in cui la pratica terapeutica viene decisa in base a prove quantitative di efficacia di una terapia. Si tratta quindi di una sorta di reazione - come sottolinea Silvio Garattini nella presentazione di questo volume - alla medicina fondata solamente sull'esperienza e sulla conoscenza dei meccanismi fisiologici di base.
Dunque, per mezzo dell'EBM la scelta del trattamento non è più lasciata solo all'occhio clinico del medico, ma - almeno in linea di principio - prende in considerazione l'analisi dei dati disponibili che indicano la terapia più efficace. L'ascesa dell'EBM, che è stata salutata come una vera rivoluzione, è quindi strettamente legata all'espandersi degli studi epidemiologici fatti secondo metodologie statistiche precise e riconosciute. Il modello standard è rappresentato dagli studi clinici a doppio cieco, in cui il trattamento di cui va verificata l'efficacia viene somministrato a un gruppo di pazienti mentre a un gruppo di controllo viene somministrato un placebo o un trattamento già noto
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