In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
28/02/2008L'EBM contro (e pro) i cattivi maestriRoberto Raschetti (Istituto Superiore di Sanità) a proposito di "Attenti alle bufale", di Tom Jefferson
(concesso da IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE)

Con il libro "Attenti alle bufale", (Il Pensiero Scientifico Editore, 2005) Tom Jefferson mette il dito nella piaga in tutta una serie di problematiche che affliggono oggi la ricerca clinica. Le bufale dalle quali Jefferson ci invita a guardarci non sono ovviamente quei lenti bovini dal cui latte si ricavano delle famose mozzarelle ma, come chiarito nel sottotitolo, quelle informazioni distorte o artefatte in campo biomedico che possono essere messe in evidenza usando la evidence-based medicine, difendendoci così da quelli che lui definisce i "cattivi maestri".
Il tono è irriverente, leggero (talvolta sin troppo battutista) ma gli argomenti sono serissimi, largamente dibattuti nella letteratura scientifica internazionale e spaziano dal controllo della qualità dell'evidenza scientifica a come questa viene diffusa alla comunità medica, dal ruolo delle riviste nel pubblicare nuove conoscenze al fenomeno del disease mongering.
La qualità dell'evidenza scientifica sulla efficacia degli interventi medici
Il paradigma di riferimento per la valutazione dell'efficacia degli interventi medici è universalmente riconosciuto essere quello delle sperimentazioni cliniche controllate e randomizzate (RCT: randomised clinical trial). Sicché nella lettura di un articolo scientifico che descrive una sperimentazione di questo tipo si è portati naturalmente ad attribuire un alto livello di credibilità ai risultati riportati nell'articolo. Vi sono però situazioni che devono indurre ad una maggiore cautela e a un sano scetticismo. Vi sono infatti molti metodi che possono indirizzare nel verso voluto i risultati di una sperimentazione clinica, quali il ricorso ad un trattamento di controllo noto per essere di efficacia inferiore a quello che si sta studiando, usare end-points multipli e selezionare, per la pubblicazione, quelli che hanno dato un esito favorevole, condurre delle analisi secondarie in sottogruppi e selezionare quelle più fa-vorevoli, ecc. In sintesi è possibile, mantenendo standard tecnici di elevata qualità, ottenere la risposta desiderata ponendo semplicemente il quesito "giusto". Jefferson descrive in modo semplificato, non tecnicistico, ma efficace le principali strategie adottate per "calibrare" a priori i risultati di una sperimentazione.
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