In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
23/06/2010Peer review e ricerca: non basta la parola(tratto da Il Pensiero Scientifico Editore)
Di per sé il ricorso a referee esterni non è sufficiente a garantire validità e trasparenza del processo di valutazione. Servono alcune cose aggiuntive: l’accettazione convinta del criterio del merito nella distribuzione dei finanziamenti di ricerca da parte dei responsabili delle istituzioni e dei ricercatori che partecipano ai bandi; la separazione fra le funzioni di erogazione del finanziamento e di valutazione dei progetti; la decisione di merito interamente delegata a comitati scientifici di valutazione. Lo afferma un editoriale pubblicato dalla rivista Ricerca & Pratica.
Scrive Giuseppe Traversa del Centro nazionale di epidemiologia dell'Istituto Superiore di Sanità: "La scorsa estate Claudio Fiocchi, un noto ricercatore di origine italiana che lavora negli Stati Uniti, denunciò di essere stato ripetutamente contattato per favorire i progetti per i quali svolgeva il ruolo di referee per il Ministero dell'università e della ricerca scientifica. Tutto questo mentre, ovviamente, l'attribuzione dei progetti ai referee doveva rimanere riservata. Il ministro Gelmini dichiarò che avrebbe avviato un'indagine interna e preso provvedimenti. In attesa che siano resi pubblici gli esiti dell'indagine, cosa insegna quella esperienza? Se il sistema attuale è inadeguato, secondo standard largamente accettati all’estero, lo si deve congiuntamente ai dirigenti delle istituzioni e ai tecnici chiamati a far parte delle commissioni. Solo in presenza di una distinzione esplicita fra soggetti che erogano i finanziamenti, inclusi i comitati scientifici che svolgono le funzioni di consulenza, e coloro che effettuano la valutazione di merito, ciascuno può giocare al meglio il suo ruolo: gli erogatori, sulla correttezza e trasparenza dei processi, e i tecnici, sul merito dei progetti stessi. Conta poi il ruolo che viene affidato ai referee esterni. Sono consulenti o prendono decisioni autonome? Il primo modello è, al meglio, quello adottato dalle riviste scientifiche. I referee, con i loro giudizi, forniscono elementi a sostegno della decisione finale, che rimane tuttavia interamente nelle mani del comitato editoriale.
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