In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
30/12/2009Quando l’autore copia da Wikipedia
Spiega Eugenio Santoro del Laboratorio di Informatica Medica del Mario Negri di Milano: "Il sistema di rating usato dalla comunità di Wikipedia per definire 'affidabile' un articolo non è validato e quindi non può essere considerato un valido strumento di misura della qualità dei contenuti. Piuttosto, gli utenti che usano i motori di ricerca per trovare informazioni sanitarie sono più esposti ai contenuti offerti da Wikipedia rispetto a quelli pubblicati da portali sanitari 'certificati' e, pertanto, dovrebbero prestare più cautela nel loro impiego. E, contestualmente, la comunità medica e le associazioni di pazienti dovrebbero partecipare, negli ambiti nei quali esse operano, alla compilazione di nuove voci e al miglioramento di quelle esistenti". Bravo Eugenio. Prendiamo Wikipedia con le molle: ma come la mettiamo coi medici che copiano Wikipedia per fare i libri?
La redazione del Pensiero è alle prese con una vera e propria pandemia: i medici autori che copiano dalla enciclopedia più famosa del mondo. Primari oncologi di ospedali del nord Italia, clinici psichiatri universitari: la cleptomania editoriale non risparmia nessuno e sorgono un sacco di domande:
- Il redattore deve cercare attivamente i possibili furti? (per esempio usando i software anti-plagio disponibili su web o la più casareccia ricerca con Google)
- Se trova un brano copiato da una fonte come Wikipedia, deve segnalarlo all'autore (o al curatore) o è meglio far finta di nulla?
- L'autore smascherato può dare la colpa alla giovane assistente o è più elegante confessare le proprie colpe?
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