In rilievo: a cura de "Il Pensiero Scientifico Editore"
13/04/2008EBM nella storiaGianni Tognoni (Consorzio Mario Negri Sud, S. Maria Imbaro) su “Etica, conoscenza e sanità. Evidence-based medicine tra ragione e passione”
11/04/2008Se Totti gioca contro un pulcino della Lazio...Intervista a Iain Chalmers, Hazel Thornton e Imogen Evasu, autori di Come sapere se una cura funziona.
12/04/2008Ascoltando(si) si imparaBarbara De Mei su "Saper ascoltare, saper comunicare", di Guido Tuveri
03/04/2008EBM: istruzioni per l'uso
Peter Brindle e Oliver Samuel, su International Journal of Epidemiology e Family Practice su "La medicina basata sulle prove"
09/01/2008I malati raccontano storie, i medici ancheEnzo Ferrara, Lo Straniero, sul libro "Medicina narrativa" di Giorgio Bert
16/01/2008Il meraviglioso mondo del PowerPointFederica Napolitani Cheyne, Istituto Superiore di Sanità, su "Il dottore parla in pubblico" di Giuliano Kraft
21/01/2008So di non sapereIke Iheanacho, direttrice del Drug and Therapeutics Bulletin, su "Come sapere se una cura funziona. Una migliore ricerca per un'assistenza migliore" di Imogen Evans, Hazel Thornton, Iain Chalmers
23/01/2008Quello che i pazienti dovrebbero sapere (e non viene mai detto)Chiara Palmerini, Panorama, su "Come sapere se una cura funziona", di Imogen Evans, Hazel Thornton, Iain Chalmers
16/01/2008Poco tempo? Usiamolo meglioUn caffè con Paul Glasziou, Director, Centre for Evidence-Based Medicine, Department of Primary Health Care, University of Oxford, co-autore di "Evidence-based Medicine"
23/01/2008Ogni uomo è un raccontoIntervista a Giorgio Bert, direttore del dipartimento Comunicazione Counselling Salute - Istituto Change, autore di "Medicina narrativa. Storie e parole nella relazione di cura"
24/01/2008Il computer: gioia e dolori dei nostri tempiMichele Lattarulo, Servizio Farmaceutico, Az. Osp. Policlinico (Bari), Bolletino SIFO Medicina, su "Il Dottore parla in pubblico" di Giuliano Kraft
11/02/2008Una bussola per i navigantiGiorgio Dobrilla, Primario emerito, Divisione di Gastroenterologia, Ospedale S. Maurizio, Bolzano, su "Conoscere e usare PubMed"
05/02/2008Raccontami...Pier Luigi Giorgi, professore f.r. di Clinica Pediatrica dell'Università di Ancona, Recenti Progressi in Medicina su "Narrazione e prove di efficacia in pediatria"
07/02/2008Lo spirito di squadraCarmela D’Amico, Bollettino SIFO, su "Comunicare col tuo staff "
26/02/2008A scuola di narrazione evidence-basedIntervista a Michele Gangemi, Pediatra di famiglia, Presidente dell’Associazione Culturale Pediatri
28/02/2008Home » Catalogo » Pagine aperte
Pagine aperte
I lemmi della medicina basata sulle evidenzeGian Luca Di Tanna, CARE, a proposito di "Medicina basata sulle evidenze e centrata sul paziente", di Luigi Pagliaro
28/02/2008L'EBM contro (e pro) i cattivi maestriRoberto Raschetti (Istituto Superiore di Sanità) a proposito di "Attenti alle bufale", di Tom Jefferson
03/03/2008I responsabili dell’assistenzaFederico Romagnoli (Ospedale del Mugello - Azienda Sanitaria di Firenze) su " Governo clinico"
05/03/2008Smascherare i cattivi maestriGianna Milano (Panorama) su "Attenti alle bufale", di Tom Jefferson
11/03/2008Nel rispetto della privacyIntervista a Gianluigi Ciacci, avvocato, autore di "Privacy e Sanità"
12/03/2008La medicina tra prove e rischiVannino Lamantegna (Galileo, 9 novembre 2005) su "Etica, conoscenza e sanità. Evidence-based medicine fra ragione e passione", a cura di Alessandro Liberati
13/03/2008Un ponte terapeuticoGiorgio Bert (Dipartimento Comunicazione Counselling Salute, Istituto Change di Counselling Sistemico, Torino) su "Saper ascoltare, saper comunicare", di Guido Tuveri
20/03/2008Guidare le linee-guidaFederico Romagnoli su "Linee-guida per la pratica clinica. Metodologia per l'implementazione",
di Luciana Ballini e Alessandro Liberati.
Recensione pubblicata su Bollettino SIFO, gennaio-febbraio 2005
24/03/2008Il lavoro di cura e l'incontro con l'altroGiuliana Masera, infermiera presso l'Ospedale Civile di Fiorenzuola d'Arda (AO, Piacenza) e docente di Discipline demoetnoantropologiche del Corso di Laurea in Infermieristica, Università di Parma
13/05/2008Valutare bene prima di raccomandareSi chiama GRADE ed è uno strumento creato per valutare la qualità dell'evidenza e la forza delle raccomandazioni. Dal British Medical Journal
28/05/2008La medicina prima e dopo la EBMGordon Guyatt (McMaster University, Canada)
25/07/2008Informazione biomedica su internet e motori di ricerca. Risultati di un trial di un annoSalvatore Corrao, Francesco Leone, Sabrina Arnone
25/07/2008Circular instead of hierarchical: methodological principles for the evaluation of complex interventionsHarald Walach, Torkel Falkenberg, Vinjar Fønnebø, George Lewith and Wayne B Jonas
29/08/2008Impara l'inglese con Andrew OxmanAncora un'occasione per mettere alla prova la tua comprensione dell'inglese parlato con la quarta puntata della serie medical English reading.
Ascolta la videointervista a Andrew Oxman e completa l'esercizio
13/11/2008Per cercare informazioni non bastano idee chiareIntervista a Salvatore Corrao, Professore associato, Dipartimento biomedico di Medicina interna, Università di Palermo
12/11/2008Competenza, sicurezza, efficaciaIntervista a Eleonora Belletti, Responsabile Biblioteca di Scienze della Salute, Aziende Sanitarie Ferraresi c/o Arcispedale S. Anna
21/12/2008Valutare bene prima di raccomandareSi chiama GRADE ed è uno strumento creato per valutare la qualità dell'evidenza e la forza delle raccomandazioni. Dal British Medical Journal.
Non considerare la qualità dell’evidenza può portare a raccomandazioni errate, e non specificare la forza delle raccomandazioni può rendere le linee-guida inconsistenti. I ricercatori hanno a disposizione un nuovo strumento: il sistema GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation), illustrato sul British Medical Journal
22/12/2008Lettura "attiva" per un apprendimento continuo efficaceI medici non possono praticare un'assistenza di buona qualità senza aggiornare le proprie conoscenze; nonostante le novità nel campo dell'e-learning più avanzato dal punto di vista tecnologico e l'alto numero di congressi e workshop residenziali, la lettura è una componente essenziale dell'educazione continua in medicina. Del resto, le abitudini di lettura del medico sono state spesso studiate negli ultimi anni sia da clinici sia da documentalisti e bibliotecari...
24/01/2009Studi 'positivi'? Probabilità di pubblicazione quasi doppiaUno studio ha una probabilità quasi doppia (1,78 volte) di arrivare alla pubblicazione se viene percepito come importante, se rivela un effetto positivo o se propone scoperte ritenute significative. Lo denuncia una revisione pubblicata dalla Cochrane Library.
I ricercatori della Bloomberg School of Public Health della Johns Hopkins University coordinati da Kay Dickersin hanno esaminato 5 studi dal 1990 a oggi: tutti concordi nell’individuare un bias di pubblicazione per i risultati ‘positivi’......
23/02/2009JAMA: Riformare il processo di stesura delle linee-guidaAll'inizio del 2009 il National Guideline Clearinghouse conta 2373 linee-guida attualmente valide. Un numero notevole. Del resto le pubblicazioni crescono in maniera esponenziale e un medico ha bisogno di rapporti circostanziati che suggeriscano come comportarsi nella pratica clinica. Le linee-guida, però, hanno un sistema di definizione che soffre talvolta di autoreferenzialità, parzialità, conflitto di interesse. Non è un caso che linee-guida diverse ma riguardanti la stessa malattia siano in contraddizione tra loro. Lo sostiene un commento pubblicato dalla rivista Journal of American Medical Association...
06/04/2009Link sponsorizzati su Google, pericolo disinformazione sanitariaI link sponsorizzati che appaiono nelle ricerche su Google dovrebbero essere filtrati con maggiore attenzione perché spesso contengono affermazioni sanitarie pretestuose e false. Lo afferma un articolo apparso sul prestigioso British Medical Journal.
Le ricerche su internet avvengono ormai quasi esclusivamente mediante i cosiddetti ‘motori di ricerca’, tra i quali Google è di gran lunga il più utilizzato. Attingendo ad un patrimonio immenso di siti internet, Google mette a disposizione dell’utente che digiti nella stringa di ricerca un termine di interesse medico-scientifico milioni e milioni di pagine web, e questa abbondanza può creare paradossalmente non poche difficoltà....
25/05/2009Non basta dire EBMDue dei più autorevoli esponenti dell'EBM, Sharon Straus e Bryan Haynes, cercano di dare risposta a due quesiti chiave: quali requisiti deve avere una risorsa utile per la pratica clinica? Come individuarla, tra le migliaia disponibili?
I requisiti di una risorsa utile alla pratica clinica
In primo luogo, non è sufficiente che nel titolo si faccia riferimento all’EBM, né che ci sia una ricca bibliografia. Per Straus e Haynes le fonti di informazione devono essere affidabili (reliable), rilevanti (relevant) e leggibili (readable): un utile strumento per stabilire se soddisfano tali requisiti è la checklist che correda l’articolo.
24/06/2009Come leggere le riviste di medicina. Dalla consultazione al bisogno alla lettura attiva per accorgersi delle nuove evidenzeImedici non possono praticare un’assistenza di buona qualità senza aggiornare
le proprie conoscenze; la lettura è una componente essenziale dell’educazione continua in medicina e per questo le abitudini di lettura del medico sono state spesso studiate negli ultimi anni...
30/07/2009Dati preliminari dei trial ai congressi? Da prendere con le molleI dati preliminari dei trial oncologici presentati ai congressi internazionali andrebbero valutati con maggiore cautela, perché spesso sono differenti anche in modo sostanziale dai dati finali dei trial stessi. Lo afferma uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology.
I ricercatori canadesi della Queen’s University di Kingston, coordinati da Christopher M. Booth, hanno messo a confronto 197 abstract su dati preliminari di trial randomizzati presentati a grandi meeting e poi su riviste specializzate tra il 2000 e il 2004...
07/09/2009Terapia comportamentale: efficace anche via internet?Il ricorso a una terapia cognitivo-comportamentale a distanza via web sembra migliorare significativamente la condizione psicologica dei pazienti colpiti da depressione anche grave. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista The Lancet.
Per verificare l’efficacia e la fattibilità di una terapia comportamentale a distanza, David Kessler e i colleghi della University of Bristol hanno preso in esame un campione di 297 pazienti di età compresa tra i 18 e i 75 anni e affetti da...
14/10/2009Troppa ricerca inutile, inutilizzabile o inaccessibileSulla rivista The Lancet, la denuncia di due eminenti rappresentanti del movimento dell'evidence base medicine
Iain Chalmers e Paul Glasziou, due dei più autorevoli esponenti dell'EBM, denunciano un doppio problema della ricerca medica: la produzione e pubblicazione di studi inutili e la mancata divulgazione dei risultati di ricerche utili. Per impedire lo spreco di risorse che tutto ciò comporta gli autori dell’articolo fanno alcune proposte: coinvolgere pazienti...
28/11/2009Wikipedia come fonte di informazioni sanitarie? RimandataWikipedia può essere considerata una fonte attendibile di informazioni sanitarie validate? Non ancora, come ricorda un approfondimento pubblicato dalla rivista di politica sanitaria Care.
Con oltre 3 milioni di voci in lingua inglese, a cui si aggiungono oltre 6 milioni di voci disponibili nelle principali lingue internazionali, Wikipedia ha un utilizzo così globalizzato e sistematico che c’è chi inizia a chiedersi se non possa rappresentare una fonte alla quale i cittadini possono accedere per reperire informazioni sanitarie...
30/12/2009Quando l’autore copia da WikipediaSpiega Eugenio Santoro del Laboratorio di Informatica Medica del Mario Negri di Milano: "Il sistema di rating usato dalla comunità di Wikipedia per definire 'affidabile' un articolo non è validato e quindi non può essere considerato un valido strumento di misura della qualità dei contenuti. Piuttosto, gli utenti che usano i motori di ricerca per trovare informazioni sanitarie sono più esposti ai contenuti offerti da Wikipedia rispetto a quelli pubblicati da portali sanitari 'certificati' e, pertanto, dovrebbero prestare più cautela nel loro impiego. E, contestualmente, la comunità medica e le associazioni di pazienti dovrebbero partecipare, negli ambiti nei quali esse operano, alla compilazione di nuove voci e al miglioramento di quelle esistenti"...
31/01/2010Twitter e Medicina: quale rapporto?Nel corso degli ultimi mesi sono stati aperti canali di Twitter a supporto di alcune attività legate all’ambito medico-sanitario. Vediamo quali grazie a un editoriale della rivista Ricerca & Pratica. Secondo gli ultimi dati rilasciati da comScore, gli utenti unici che hanno visitato Twitter nel mese di giugno 2009 sono stati 44,5 milioni, con un incremento del 19% rispetto a maggio 2009 e del 1.460% rispetto a giugno del 2008. Il successo è tale che la rivista Times ha deciso addirittura di dedicare a Twitter la copertina del numero pubblicato lo scorso giugno...
28/02/2010Wikipedia in Sanità, ecco i rischiTra gli argomenti più caldi dell’attuale dibattito a tema Internet, c’è l’attenzione riservata dal popolo del web a Wikipedia, la più grande enciclopedia online, che deve il suo primato alla potenza mediatica del suo primo alleato, Google.
Una fonte d’informazione inesauribile e democratica (si basa sul consenso e tutti possono partecipare), ma non sempre ineccepibile o trasparente, e spesso oggetto di “wiki-marketing”: l'inserimento – più o meno velato – di messaggi promozionali tanto più pericolosi quanto più legati ad aspetti fondamentali dell’esistenza, come nel caso della salute...
31/03/2010Al mercato del congresso"Troppi congressi? Sì, forse - scrivono Maurizio Bonati e Luca De Fiore in un editoriale su Ricerca & Pratica - dipende dalle finalità che dovrebbero trasparire dai palinsesti". E se i congressi assomigliano sempre di più ad attività imprenditoriali, abbozzare un "decalogo", che tenga conto degli errori più frequenti, potrebbe restituirli ad un codice di comportamento etico...
30/04/2010Twitter è un veicolo di disinformazione sanitaria?Twitter e i social network possono contribuire a diffondere la disinformazione sui temi della salute. L’allarme arriva da uno studio pubblicato dall’American Journal of Infection Control.
I ricercatori della Columbia University coordinati da Daniel Scanfeld hanno analizzato 52153 tweet contenenti la parola "antibiotici" pubblicati su Twitter tra marzo e luglio 2009. È emerso che i messaggi del tutto errati la fanno da padroni: la parola "antibiotici" era associata a quella "influenza" in 345 tweets che sono arrivati a complessivamente 172.571 follower; la parola "antibiotici" era associata a quella "raffreddore" in 302 tweets che hanno raggiunto la bellezza di 850.375 follower...
03/06/2010Peer review: i referee sono 'troppo buoni'?Il processo di peer-review non è più in grado di garantire la qualità dei lavori scientifici che arrivano alla pubblicazione? Lo suggerisce uno studio pubblicato su PLoS One, che rivela come i referee delle riviste medico-scientifiche siano in media più ‘buoni’ dei direttori delle riviste quando si deve giudicare un lavoro proposto.I ricercatori dell’University of California Davis di Sacramento coordinati da Richard L. Kravitz hanno preso in esame 2264 manoscritti sottoposti al Journal of General Internal Medicine (JGIM) inviati successivamente a 2 o 3 referee ciascuno, per un totale di 5881 revisioni effettuate da 2916 referee...
23/06/2010Peer review e ricerca: non basta la parolaDi per sé il ricorso a referee esterni non è sufficiente a garantire validità e trasparenza del processo di valutazione. Servono alcune cose aggiuntive: l’accettazione convinta del criterio del merito nella distribuzione dei finanziamenti di ricerca da parte dei responsabili delle istituzioni e dei ricercatori che partecipano ai bandi; la separazione fra le funzioni di erogazione del finanziamento e di valutazione dei progetti; la decisione di merito interamente delegata a comitati scientifici di valutazione. Lo afferma un editoriale pubblicato dalla rivista Ricerca & Pratica...
26/07/2010Alla ricerca delle evidenze perduteI trial clinici dovrebbero iniziare e finire con revisioni sistematiche delle evidenze relative all'argomento trattato. Dovrebbero.
Per la quarta volta, in dodici anni, Mike Clarke, Sally Hopewell e Iain Chalmers hanno esaminato i trial randomizzati pubblicati nell’arco di un mese sulle cinque principali riviste internazionali di medicina: Annals of Internal Medicine, BMJ, JAMA, The Lancet, New England Journal of Medicine...